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Rita Castigli ritacastigli@libero.it
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martedì 8 agosto 2017

Dissolvenze Incrociate

Una mostra itinerante di lavori a quattro mani e due anime

Cecilia Piersigilli e Rita Castigli


Dissolvenze Incrociate espone i lavori di coppie di artisti invitati da Giuseppe Salerno a costruire un percorso che nell'arco di quattro tele va dal mondo espressivo dell'uno a quello dell'altro, nella “modalità del linguaggio cinematografico… dove una realtà lentamente svanisce e una nuova emerge… Un sovrapporsi momentaneo di fotogrammi, una sequenza di atmosfere...”

Gli artisti hanno accolto l'invito di Giuseppe con impegno e generosità e i risultati sono bellissimi. Hanno aperto le barriere entro le quali germogliava la loro energia creativa accogliendo la linfa estranea. Hanno costruito dei lavori simbiotici di splendida qualità estetica, avvincenti e sorprendenti. La mostra vuole raccontare storie come film e costruire metafore liberando sogni e simboli che viaggiano da una tela all'altra.

Anna Massinissa e Massimo Melchiorri

Inevitabile guardare il flusso dei pensieri, dei segni e dei colori da sinistra verso destra come è abituale per noi, ma alla fine del percorso si torna a ritroso a cogliere l'insinuarsi e il sovrapporsi dei segni interpretando forse una storia più complessa e non rettilinea.
Il tranello in cui gioiosamente cade lo spettatore è proprio il desiderio di individuare una cronologia, una catena di eventi in ciascuna delle opere in quattro parti. Ogni opera ha una dialettica circolare, non aristotelica, per cui ad ogni passaggio dello sguardo nuovi significati vanno a investire le altre parti. Il risultato intriga chi guarda e l'insieme è molto di più della somma delle quattro tele, perché in ognuna si riverberano le altre tre. E benché le due centrali siano quelle in cui materialmente si realizza la sintesi, anche le altre ne traggono luce.
Cecilia Piersigilli e David Urru 

Così la ballerina di Angelisa Bertoloni si trova a ballare sulle pericolose schiume blu ribollenti di David Urru e tutto diventa danza. La forma al suo massimo di definizione estetica sembra lottare contro il suo rivale in quello che pare un combattimento e ricorda la lotta dei cartoons contro la “salamoia” nel film di Roger Rabbit.

Pippo Cosenza e Achille Quadrini

Le strutture urbane assolate, i muri antichi meridionali grondanti di storia e ricordi di Pippo Cosenza si frantumano nei mosaici spaziali di Achille Quadrini e vanno a sospendersi in un etere luminescente.

Le aree di colori contrastanti simili a collage di Riccardo Fioretti si riempiono a poco a poco di oggetti, ma si potrebbe dire che il mondo sovraccarico di cose, persone e ricordi di Maria Silvia Orlandini si va semplificando verso la purezza del colore privo di volume.

Rita Albertini e Arnhild Kart

Il mondo onirico e angoscioso di Rita Albertini, chiuso dentro una stanza senza finestre o porte, viene penetrato da coni di luce fino a perdere le pareti mentre i personaggi escono dalla prigionia e scompaiono nelle trame geometriche create da Arnhild Kart.

Lughia e Caterina Prato

Lughia e Caterina Prato si sono legate tramite un antico viottolo di cipressi che si snoda da una tela all'altra serpeggiando. È percorso a piedi nudi da una donna diretta al campanile nel blu, elegantissimo colore ricorrente che dal vestito della prima scena fa intuire la rete simbolica di un percorso esistenziale e spirituale.

Enrico Miglio e Fabio Grassi
 
Il passaggio dalle minute articolazioni del legno finemente lavorate in una struttura di apparente complessa funzionalità alla uniforme pace della terracotta verso la concretezza ruvida di sagome elementari affascinano nel lavoro di Enrico Miglio e Fabio Grassi.

Cecilia Piersigilli e Mario Boldrini 

Lo schema forse della terra, forse della coscienza di Mario Boldrini si insinua nel paesaggio di Cecilia Piersigilli arricchendolo ancora di mistero.

Stefano Chiacchella e Ferruccio Ramadori

La spazialità coloratissima di Ferruccio Ramadori, impressione di un cosmo in disordinata evoluzione, irrompe nelle forme chiuse e smaltate di Stefano Chiacchella, insinuando dubbi e corrodendo le superfici fino a ritornare all'illusione di una rappresentazione della realtà subito contraddetta da un simbolo di play.

Mauro Tippolotti e Chigusa Kuraishi

Due culture si sono incontrate infrangendosi l'una nell'altra. La ricerca di Mauro Tippolotti di rendere le dinamiche interiori del tempo ha incontrato l'onda primigenia della giapponese Chigusa Kuraishi per la quale la tensione lineare si incurva dissolvendosi in spuma.

Michela Meloni e Veronica Severi

Il lavoro di Michela Meloni e Veronica Severi si può considerare paradigmatico per la complessità del processo di avvicinamento, fusione e recupero identitario di ciascuna delle coppie di artisti: un paesaggio d'anima si va arricchendo di illusionistiche concretezze in direzione del paesaggio scabro, terrestre e insieme simbolico, delle piramidi di erosione, punto d'arrivo ma sempre provvisorio di un lavoro di scavo e di umana ricerca.


Villa Graziani a San Giustino (PG)

Villa Graziani a San Giustino (PG)

Villa Graziani a San Giustino (PG)

Stefano Chiacchella

Omero Angerame e Toni Bellucci

Achille Quadrini e Pippo Cosenza

Villa Graziani a San Giustino (PG)

La mostra Dissolvenze Incrociate è stata allestita nel suggestivo spazio di Villa Graziani a San Giustino (a cui si riferiscono le immagini) dal 18 giugno al 30 luglio 2017, e verrà ospitata in altre location secondo il seguente programma:

- dal 2 settembre al 15 ottobre Fabriano, Complesso San Benedetto
- dal 28 ottobre al 26 novembre Terni, Palazzo Primavera






domenica 6 agosto 2017

Il pensiero, il segno e la luce

Tre artisti nella suggestiva cornice dell'antico frantoio

Fossacesia


Pippo Cosenza è di Palermo e laureato in ingegneria nucleare. Incarna nell'attualità l'uomo della Magna Grecia, dove il culto creativo della bellezza si associava a quello della razionalità, tanto che la lussuosa intelligenza di un suo antenato di 2500 anni fa poteva dimostrare che in una gara di velocità tra la tartaruga e la lepre non avrebbe vinto la lepre. Pippo crea strutture razionali perfette e complesse e poi vi esercita il potere di Kronos, il più potente degli dei, anche più di Zeus, e, come il dio che detta le regole, consuma sbiadisce logora modifica, fa come mille e mille nascite e morti e sovrapposizioni di genti e di culture. Il suo sogno astratto si arrende al tempo e sulla scacchiera il re vinto si adagia. Lo fa con un sorriso dove la malinconia è intrisa di dolci struggenti ricordi.

Pippo Cosenza

Pippo Cosenza

Rita Castigli e Pippo Cosenza


Il disegno è il suo punto di partenza, come Giorgio Vasari sosteneva fosse necessario alla creazione artistica, ed è la matrice anche nei lavori di Silvano D'Orsi. Nativo di Gioia Sannitica, ha sempre fatto l'artista obbedendo a una vocazione incontenibile ed esuberante. Anche lui uomo del sud, discendente di una popolazione italica che importava arte dalla Grecia e dalla Magna Grecia, sembra aver ereditato la perfezione innata del segno, quella misteriosa magia di bellezza che faceva ancora sostenere alla maggioranza in pieno seicento, dopi i geni indiscussi del Rinascimento e anche dopo star internazionali come Caravaggio e Guido Reni, Velazquez e Bernini, che l'arte greca non era stata mai eguagliata e che mai si era ricreata quella naturale perfezione di umanità divinizzata e quella sintesi che sembrava scritta nel cielo.

Il segno di Silvano sembra avere la stessa misteriosa storia. Il fatto, come lui direbbe, di aver sempre lavorato moltissimo, non basta a spiegarla. Il suo lavoro più vecchio che io conosco è un dipinto murario del 1983 che io mi trovai a commentare anni or sono scrivendo la guida ai “muri dipinti” di Mugnano. Le figure femminili avevano già quella ineffabile mistura di sensualità e di astrazione che continua ad ammaliare in quelle di oggi. Il simbolismo della situazione, il loro stare nel chiuso di una stanza con una finestra che si apriva sulla minaccia di un mondo degradato, si può rileggere alla luce degli sviluppi successivi dell'arte di Silvano. Quelle due donne erano ancora integre, mentre quelle degli anni successivi sono diventate incantevoli manichini e non hanno più una testa e un volto, ma magnifici grandi cappelli. Corpi torniti, con abiti lussuosi e lunghissime gambe sensuali attraggono e incantano ambiguamente, il dramma si veste di un sorriso, la mutilazione si veste di bellezza. Non c'è un volto dietro la maschera malinconica di Pulcinella, l'uomo si è perso dietro le sue apparenze in un gioco, però, fatto di forme elegantissime.

Saper esprimere un giudizio di valore così amaro in forma di irresistibile bellezza è la magia che emana dai quadri e dalle sculture di Silvano.

Silvano D'Orsi

Silvano D'Orsi

Silvano D'Orsi

Silvano D'Orsi

Silvano D'Orsi e Rita Castigli


Se Pippo e Silvano hanno come matrice comune il disegno e la ricerca metafisica, Matteo Fiorentino è invece poeta del colore e della luce, ricercatore dell'incanto nel paesaggio. È un impressionista che vuole rendere quell'attimo fuggente in cui ogni cosa si esprime nella perfetta bellezza di una luce che non durerà e che è irripetibile. Vuole afferrare ed esprimere quell'istante come un'epifania di perfezione da far durare invece per sempre, quell'attimo che deve diventare infinito. Ci riesce con una tavolozza ricca di mille colori preziosi e cangianti. L'emozione del colore proietta quel frammento di tempo e di spazio in un infinito fatto di sentimento dove il soggetto perde i suoi connotati di concretezza e si fa vibrazione e luce.

Matteo Fiorentino

Matteo Fiorentino

Matteo Fiorentino

Fossacesia

http://www.artenellavita.com/ALBUM/FOSSACESIA%20STANTE%202017/album/index.html
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mercoledì 8 febbraio 2017

I gatti e la metropoli

Nella casa-studio di Arnhild Kart


Arnhild Kart


Arnhild è irrimediabilmente un'artista. Lo si capisce anche solo guardando i suoi lavori senza conoscere la sua storia, una biografia improntata alla ricerca artistica che l'ha portata in Umbria, sull'argine dell'incessante fluire metropolitano, su un'altura dalla quale guardarlo scorrere. 
Le sue sculture concentrano il frutto del suo silenzioso osservare. 
Il personaggio agile e nervoso che si arrampica su una pertica è forse la sintesi più intensa della sua poetica: è una solitudine tappezzata di frammenti di giornale, i fatti del suo tempo. Brani di carta strappati irregolarmente ne costruiscono l'orizzonte imprimendosi sulla sua pelle e diventando il suo spazio interiore.
Vano è il suo tentativo di sfuggirlo andando oltre, arrampicandosi verso un cielo irraggiungibile. Ma egli non rinuncia e con tenacia contorce acrobaticamente le membra nude. Il suo futuro è nel presente del suo sforzo e non ha compagnia nell'ascesa in solitaria. Free climber dell'anima, non ha strumenti o sicure contro le possibili cadute.


Arnhild Kart


Il senso della vita, creazione unica e continua, da inventare con i propri mezzi e i propri limiti, con soluzioni provvisorie come un appoggio precario o una presa insicura, è il tema poetico delle creazioni di Arnhild. Suscita un sorriso stupito, ma induce chi guarda anche alla riflessione sul proprio agire, sulle proprie responsabilità e innocenza. Perché appare innocente e fragile il personaggio di cartapesta, ferito dal vento, inseguito dalle luci della notte artificiale e dal giorno costante dei media.


Arnhild Kart

Nelle tele recenti però anche quello spazio di possibile movimento si chiude e la libertà del tentare si restringe ancora. Quegli spazi acrobatici e pericolosi di ironia sono ingabbiati in una rete di angoli retti, come la grata di una prigione di pensieri in cui la realtà si nasconde e si perde. Fasce di bianco e di indifferenza coprono la fantasia fino alla sua resa e ogni gioco finisce.


Arnhild Kart


Ma questo è un punto di arrivo della ricerca pittorica di Arnhild, una nuova tappa di un percorso intenso partito da lontano. Dipinse la città metropolitana e grattacieli che fanno dimenticare la loro destinazione utilitaria, ergendosi a strutture autonome, spettri di pensiero immensamente rigidi e inumani. Sono vicini alla sensibilità che generò il film Metropolis, e talora sembrano flettersi come scossi da una forza distruttrice in un lago di blu che impone la notte finale.


Arnhild Kart


Altrove i colori si contrappongono in drammatiche tensioni e fissano momenti di lotta violenta ed estrema tra i sessi o per la sopravvivenza di sé o della specie.
Nella produzione più recente le figure danzano in gabbie o su scacchiere, sintesi delle geometrie urbane che le coreografie di Pina Bausch animavano illuminando di grazia e colori strade pilastri e muri.
Queste figure marcano un momento in cui l'ironia subentra al dramma e un tenue sorriso al grido.


Arnhild Kart


Arnhild Kart


L'impressione di gioco crea una poesia insidiosa nel suo personaggio: il corpo sottile e nervoso, agile e dinoccolato, vestito di azzurro festoso o di toppe di giornale come un arlecchino fuori posto, tenta equilibrismi disperati e viaggi incompiuti verso mete indefinite. Indossa la sua solitudine come una calzamaglia colorata, mostra i muscoli per nascondere la sua fragilità. 
Ci induce alla tenerezza e al sorriso, ma questi si spengono a mano a mano che la riflessione riconosce in quei delicati equilibri e sforzi la condizione umana, la nostra, il nostro stare sospesi tra la terra troppo pesante e il cielo troppo infinito.
Arnhild cerca nelle tante modalità artistiche la sintesi di questa insanabile contraddizione ed in ogni opera infonde la sua profonda commozione e sofferta simpatia.



Arnhild Kart

Arnhild Kart



Arnhild Kart vive e lavora in Umbria (Via Clausura 16, 06054 Fratta Todina PG)


Collegamento al sito web di Arnhild:
http://www.arnhildkart.de/


Collegamento all'ALBUM con le foto di opere e della casa-studio di Arnhild Kart:

Arnhild Kart



*   *   *

Cats and Metropolis

A visit to Arnhild Kart's home/atelier


Arnhild is hopelessly an artist. You can tell just by looking at her work without knowing her history, a biography marked by the artistic research that brought her into Umbria, on the bank of the metropolitan endless flowing, on a high ground from which she can watch it scroll.
Her sculptures concentrate the fruit of her silent watching. 
The agile and nervous character who climbs a pole is perhaps the most intense synthesis of her poetry: it is a solitude carpeted of newspaper fragments, the events of his time. Pieces of paper torn irregularly build an horizon imprinted on his skin and becoming his interior space.
Fruitlessly he attempts to run away, going over, climbing toward an unattainable sky. But he does not give up and with tenacity wriths acrobatically his bare limbs. His future is in the present of this effort and there is no companion in his solo ascent. Free climber of the soul, he has no tools or safety latch against possible falls.
The meaning of life, unique creation that everyone continues to invent by one's own means and limits, with temporary solutions like a precarious support or an insecure grip, is the poetic theme of Arnhild's creations, and raises a smile in amazement.
But it also induces the viewers to a reflection on their actions, on their own responsibility and innocence because the fragile paper character on the run seems innocent,  being hurt by the wind and chased by the lights of the artificial night and constant day of the media.
But in Arnhild's recent paintings that space of possible movement closes and that freedom of trying narrows. Those acrobatic and dangerous areas of irony are trapped in a network of right angles, similar to the grating of a prison of thoughts where reality is hidden and lost. Bands of white and indifference cover the fantasy until it surrenders and all game ends.

But this is a landmark of Arnhild's pictorial research, a new stage of an intense  path from afar. She used to paint metropolis skyscrapers that make you forget their utilitarian target, rising to autonomous structures, immensely rigid and inhuman spectres of thought. They are close to the sensibility that produced the Fritz Lang's Metropolis, and somewhere they seem to be bent and shaken by a destructive force in a pool of blue which marks the final night. 
Elsewhere colours are contrasted in dramatic tension and fix moments of extreme and violent struggle between the sexes, or for one'own survival or for the species. 
In more recent production, human figures are dancing in cages or on the chessboard, a synthesis of the urban geometry choreographed by Pina Bausch who filled roads pillars and walls with grace and colours. These figures mark a moment where irony replaces drama and a faint smile succeeds to a cry. 

The impression of playing creates a rather insidious poetry in the climbing character: the thin, nervous body, lithe and lanky, dressed in festive blue or newspaper patches as a harlequin out of place, attempts desperately to balance and to travel towards undefined goals. 
He is wearing his loneliness as a colored maillot, flexing his muscles to hide his fragility. 
You feel tenderness and you smile, but a little at a time you recognize in those efforts and delicate balances the human condition, your condition, the human suspension between too heavy an earth and too infinite a sky.
Arnhild looks for the synthesis of this irreconcilable contradiction in many artistic ways and infuses her deep emotion and experienced sympathy in every work.



Arnhild Kart lives and works in Umbria, Italy
(Via Clausura 16, 06054 Fratta Todina, Perugia)


Link to Arnhild's web site:





Arnhild Kart

Arnhild Kart

Arnhild Kart



martedì 16 agosto 2016

Officina d'arte al Castello

Nove artisti a Roccascalegna per il Rotary Campus


Eccellenze ed arte sotto le stelle



Sotto le stelle e molto vicino alle stelle, sui bastioni del castello di Roccascalegna (Chieti), l'arcigna struttura di pietra che prolunga verso il cielo un inaccessibile sperone di roccia, circondati da un infinito allargarsi di colli e valli verdissime cui il masso della Maiella impone un limite bruno e immenso ad ovest, nove artisti hanno lavorato alle loro tele con lo scopo di aiutare il Rotary Club di Atessa ad offrire un campus estivo ai bambini disabili del Distretto.
Oltre ai diciotto dipinti, sono state create alcune raffinate ceramiche con la tecnica raku, uno spettacolo di fiamme e fumo che ha lasciato sulla superficie dei pezzi un lustro particolare, quasi che il cielo cangiante o la Maiella vi si riflettessero.
L'iniziativa ha visto convergere l'energia del Presidente del Rotary Club di Atessa, di Pippo Cosenza e di Silvano D'Orsi, che insieme hanno coinvolto gli artisti in una intensa kermesse di tre giorni.


ANDREA BAFFONI
L'immaginazione di Andrea è stata soggiogata dal castello: minacce spettrali vi aleggiano, un buio denso vi cola sopra come un sudario liquido. La torre, bianca come un fantasma in cui si concentrano tutti gli incubi notturni di un bambino, cattura Andrea. Egli si difende con il peso dei suoi studi e la leggerezza della sua fantasia che gioca con le percezioni di un passato arcano.
Mail:  andrea.ba76@gmail.com

Andrea BaffoniAndrea Baffoni


ANGELISA BERTOLONI
Senza subire la suggestione del luogo, Angelisa resta coerente alla sua ricerca della grazia sempre diversa delle ballerine classiche. Le fissa nelle “attitude” e negli “arabesque”, sagome preziose come merletti su sfondi d'argento o neri che le collocano in uno spazio che è solo del pensiero e del cuore, lo spazio immateriale che l'artificio del “danser aux pointes” riempie di bellezza rarefatta e fuori dal tempo.
Sito web:  www.angelisabertoloni.it/

Angelisa Bertoloni

Angelisa Bertoloni


PIPPO COSENZA
L'artista siciliano costruisce strutture affascinanti in rilievo sulle tele con grazia geometrica e vi inserisce immagini suggestive velate da reti di ricordi. Poi le sommerge con colori di intonaci antichi di paesi lontani e assolati cari alla sua infanzia. Forse per una specie di pudore, Pippo nasconde la sua fantasia superba e rigorosa e la fa calare in una realtà più modesta dove il tempo scorre e consuma e conferisce una diversa tenera bellezza.
Sito web:  www.cosenzainarte.it


Pippo Cosenza

Pippo Cosenza

Pippo Cosenza



SILVANO D'ORSI
Silvano ha un suo mondo d'ironia e di grazia che dà vita alle sue tele. Vivi sono i suoi incantevoli manichini, elegantissimi e malinconici. Pulcinella, tolta la maschera carica di pathos, non ha un volto e pensosamente lascia che il grigio consumi inesorabilmente i suoi contorni. Lo spazio uniforme e argenteo evoca un silenzio implacabile intorno a queste bellissime creature, prototipi di sogni e di emozioni che tendono a diventare evanescenti e luminose, attimi struggenti di nostalgia senza scampo.
Sito web:  www.sangiorgioarte.it/it/artisti/dorsi-silvano


Silvano D'Orsi 

Silvano D'Orsi

Silvano D'Orsi

Silvano D'Orsi e Pippo Cosenza



ARNHILD KART
La poliedrica artista, che nelle sue sculture crea figure umane in isolamenti acrobatici e in spazi pericolosi di ironia e tenerezza, qui nelle tele intrappola la percezione in una rete di angoli retti, come una gabbia di pensieri in cui la realtà si nasconde e si perde. Il gioco è finito, l'esprit de géometrie prende il sopravvento e chiude a poco a poco la fantasia.
Sito web:  http://www.arnhildkart.de/


Arnhild Kart

Arnhild Kart


CECILIA PIERSIGILLI
Cecilia si innamora del paesaggio e lo sommerge nei colori vaghi del tramonto. Ma il cielo si accende delle tinte di quegli squarci di nubi barocche che erano popolati di cherubini, appena individuati nell'arancio, ed è incorniciato da un buio che sfuma di blu qualche parete. Il colore cola dal disegno a sospenderlo su una zona della tela e dell'immaginazione e a farne un luogo nascosto nel cuore.
Sito web:  www.ceciliapiersigilli.it/

Cecilia Piersigilli

Cecilia Piersigilli


ACHILLE QUADRINI
Un viaggio all'interno dell'anima umana è una tela di Achille Quadrini. Il pensiero si inabissa in un buio antico dove non c'è linguaggio né possibilità di raccontare un ricordo. La luce si fa strada baluginando come un pesce abissale, come un lampo nella notte, come un volo di lucciole in un campo a giugno, come un fremito della coscienza.
Sito web:  www.achillequadrini.it


Achille Quadrini


Achille Quadrini e Rita Castigli


MAURO TIPPOLOTTI
Mauro vuole esprimere il respiro dell'universo con quei mille e mille colpi di pennello, con quei mille e mille colori simili a particelle elementari, coinvolte in un moto perpetuo e frenetico. La realtà è il fuoco secondo Eraclito che Tippolotti cita quale ispiratore del suo trittico dall'andamento ciclico.

Sito web:  www.maurotippolotti.com



Mauro Tippolotti


Mauro Tippolotti


DAVID URRU
Anche David subisce l'incantesimo del castello di Roccascalegna. La tela si increspa nei moti del vento e il cielo è percorso da fuggiasche nubi bianche. I monti si inerpicano selvatici e caparbi sulla tela, mentre i colori sfuggono al richiamo della realtà accendendosi di spruzzi rossi come ferite nascoste nella storia e il sole è un cerchio vuoto come la corona di un'eclissi incompleta.
Sito web:  www.davidurru.it/


David Urru

David Urru

Collegamento all'ALBUM con tutte le foto di Aurelio

Sito web del Rotary Club di Atessa:

www.rotaryclubatessa.it

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Art laboratory at the Castle
Nine artists at Roccascalegna helping the Rotary Campus


Pippo Cosenza, Silvano D'Orsi e Achille Quadrini


Under the stars and very close to the stars, on the ramparts of the castle of Roccascalegna, the grim stone structure, which extends to the sky an inaccessible spur of rock, surrounded by an endless widening of green hills and valleys where the Maiella stone imposes an immense dusky limit towards the west, nine artists worked on their canvases with the aim to help the Rotary Club of Atessa to offer a summer camp for disabled children in the District.
In addition to the eighteen paintings, some fine ceramics have been created with the raku technique, a sensational show of flames and smoke that left on the surface of the pieces a particular lustre, as if the ever-changing sky or the Maiella were reflected.

The initiative has been the result of the converging energies of the President of the Rotary Club of Atessa, of Pippo Cosenza and of Silvano D'Orsi, who together have  involved the artists in an intense three-day festival.

ANDREA BAFFONI

Andrea's imagination has been subjugated by the castle, spectral threats lurk there, a dense dark pours slowly over it like a liquid shroud. The tower, a white ghost's face where all a child's nightmares are concentrated, captures Andrea. He defends himself using the weight of his studies and the lightness of his imagination and gambling with the perceptions of a mysterious spooky past.
Mail:  andrea.ba76@gmail.com

ANGELISA BERTOLONI

Without undergoing the influence of the place, she remains coherent in her pursuit of the ever-changing grace of classical dancers. She fixes them in arabesques, precious shapes like lace on silver or black backgrounds that place them in a space that is only in the mind and the heart, the immaterial space that the artifice of "danser aux pointes" fills with rarefied and timeless beauty.
Web site:  www.angelisabertoloni.it

PIPPO COSENZA

The Sicilian artist constructs fascinating structures in relief on the canvases with geometric grace and inserts evocative images veiled by networks of memories. Then he floods them with the colours of the old plastered walls of his infancy. Maybe for some sort of shyness, he covers his superb and rigorous fantasy and makes it fall into a more modest reality where time passes and consumes conferring a different tender beauty.
Web site:  www.cosenzainarte.it

SILVANO D'ORSI

Silvano has a world of humor and grace that gives life to his paintings. His charming elegant and melancholic mannequins are alive and impressive. Pulcinella has removed his pathetic mask and has no face. He thoughtfully lets the gray inexorably consume his contours. The flat and silver space evokes an implacable silence around these beautiful creatures, prototypes of dreams and emotions that tend to become evanescent and bright, moving moments of nostalgia with no escape.
Web site:  www.sangiorgioarte.it/it/artisti/dorsi-silvano

ARNHILD KART

The multifaceted artist in her sculptures creates human figures in acrobatic isolation and in hazardous areas of irony and tenderness. Here in the paintings she traps the perception in a network of right angles, like a cage of thoughts where reality is hidden and somehow lost. The game is over, the esprit de géometrie wins and gradually closes down imagination.
Web site:  www.arnhildkart.de

CECILIA PIERSIGILLI

Cecilia falls in love with the landscape around her and submerges it in the blurred colors of sunset. But the sky lights up the shades of those baroque clouds that were populated by cherubs, barely identified in the orange, and is framed by a darkness that blends some walls in blue. The colour drains from the image and suspends it on an area of the canvas and of the imagination until it becomes a place hidden in the heart.
Web site:  www.ceciliapiersigilli.it

ACHILLE QUADRINI

painting by Achille Quadrini is a journey into the human soul. Your mind sinks in an ancient darkness where there is no language or possibility to tell a memory. The light makes its way flickering like a deep-sea fish, like a flash in the night, like a flight of fireflies in a field in June, like a quiver of consciousness.
Web site:  www.achillequadrini.it

MAURO TIPPOLOTTI 

Mauro wants to express the breath of the universe through thousands and thousands of brush strokes, through thousands and thousands of colours like elementary particles involved in perpetual and frenetic motion. Reality is symbolized by the fire according to Heraclitus that Tippolotti quotes as inspiration for his cyclical triptych.
Web site: www.maurotippolotti.com

DAVID URRU

David undergoes the spell of Roccascalegna castle. The canvas ripples in the movements of the wind and the sky is crossed by fugitive white clouds. The wild and stubborn mountains climb up on the canvas, while the colours are beyond the call of reality and red wounds open in the hidden story. The sun is an empty circle like the crown of an incomplete eclipse.
Web site:  www.davidurru.it


Web site of Atessa Rotary Club:
www.rotaryclubatessa.it