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giovedì 26 novembre 2020

Terra, tornio, colori e fuoco

Ceramiche d'arte alla MOD di Deruta

 

Chi non ricorda la celebre scena del film "Ghost" dove Demi Moore modella la creta al tornio?

Ne abbiamo copiato la colonna sonora per trasmettere, come nel film, la magia dell'argilla e il suo prendere forma, come un ripetersi della creazione, e la segreta sensualità delle dita morbide e impositive insieme. Poi la perfezione delle forme ottenute viene fissata nei processi successivi: l'essiccazione e poi la cottura in forno in palchi rigorosamente ordinati proseguono la metamorfosi.

Ceramiche MOD
Modellazione al tornio e applicazione di decorazioni
Ceramiche MOD
Essiccazione e finitura

Ceramiche MOD Deruta
Cottura a forno
 
A questo punto intervengono i colori, i veri protagonisti del processo creativo. I pigmenti vengono stesi sulle forme con maestria assoluta senza alcun margine d'errore. La seconda cottura li fa esplodere e brillare.

Ceramiche MOD Deruta
Pittori al lavoro

La mano fermissima e la tecnica consumata di Nonno Tonino, l'estro esuberante di Luciano, la grazia della fondatrice Delia e delle giovani pittrici sue allieve, con la progettualità brillante di Grazia e le capacità manageriali di Ivan sono i pilastri del successo delle manifatture MOD di Deruta (PG).
 
Delia

Ceramiche MOD Deruta
 
La plurisecolare bellezza della ceramica derutese ha sempre fatto parte del gusto di ogni umbro e di moltissimi italiani che vi riconoscono un segno d'identità estetica e culturale. A Deruta la creazione di vasellame ma anche di pavimenti e tavoli è sempre stata sorretta dalla tecnica più raffinata al servizio della bellezza; bellezza da portare a casa, da usare e vivere quotidianamente, perché anche i momenti normali della vita non siano banali. Testimonianza ne è il Museo Regionale di Deruta, dove si può percorrere la storia della ceramica e constatare che fin dall'inizio della produzione di manufatti nel medio evo c'è sempre stato questo desiderio di bellezza.
 
 
Anche entrare nelle sale espositive della MOD (Maioliche Originali Deruta) è ripercorrere la storia dell'arte oltre che avventurarsi nel futuro e nella creatività. 
La grazia stilizzata delle arborescenze delicatamente intrecciate e la leggerezza dei tralci in fiore che tolgono ogni peso agli oggetti esprimono il gusto e la bravura di Delia, la capostipite. Delia aveva fondato nel 1965 la sua azienda, che poi negli anni, con il lavoro anche del marito Tonino e poi dei figli Grazia e Ivan è diventata nel 1981 l'attuale MOD.
 
Delia
 
 
Il restauro della fontana dell'Ovato a Villa d'Este, Tivoli, è un esempio della stima di cui gode l'azienda MOD anche presso le istituzioni.
 
Fontana dell'Ovato, Tivoli
 
Le grandi committenze (Fabbri, Sambonet, Missoni, ...) si rivolgono alla sontuosa fantasia di Grazia che si dispiega in servizi principeschi come gioielli d'oro e rubino.
 
Grazia Ranocchia

Le sale espositive offrono un percorso pieno di tentazioni tra le quali Nicole Kidman ha acquistato quattro servizi di piatti, tra cui il regalo di nozze per sua sorella. Siamo tornati al cinema, dove abbiamo iniziato il nostro articolo, perché quello dà forma suono e movimento ai sogni, e questi oggetti sono fatti della stessa materia.

 

 CerviCervi
Cervi
Grazia
Cervi
Giuseppe Fioroni

Rita Castigli con Ivan Ranocchia


Link: MOD - Maioliche Originali Deruta

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Clay, Wheel, Colours and Fire

Art Pottery at MOD Deruta

Who does not remember the famous scene from the movie "Ghost" where Demi Moore models clay on the wheel?
We copied the soundtrack to convey, as in the film, the magic of clay and its taking shape, like a repetition of the creation, and the secret sensuality of soft and imposing fingers. Then the perfection of the shapes obtained is fixed in the following processes: the drying and then the baking in the oven in rigorously ordered stages continue the metamorphosis.
At this point the colours, the real protagonists of the creative process, intervene. The pigments are spread on the forms with absolute mastery without any margin for error. The second firing makes them explode and shine.
The firm hand and the consummate technique of Nonno Tonino, the exuberant inspiration of Luciano, the grace of the founder Delia and of the young painters, with the brilliant planning of Grazia and the managerial skills of Ivan are the pillars of the success of the MOD manufactories of Deruta (PG).
The centuries-old beauty of Deruta ceramics has always been part of the taste of every Umbrian and of many Italians who recognize it as a sign of aesthetic and cultural identity. In Deruta the creation of tableware but also of floors and tables has always been supported by the most refined technique in the service of beauty; beauty to be taken home, to be used and lived daily, so that even the normal moments of life could not be trivial. Evidence of this is the Regional Museum of Deruta, where you can explore the history of ceramics and see that since the beginning of the production of artifacts in the Middle Ages there has always been this desire for beauty.
Entering the exhibition halls of the MOD (Deruta Original Majolica) also means retracing the history of art as well as venturing into the future and into creativity.
The stylized grace of the delicately intertwined arborescences and the lightness of the flowering shoots that remove all weight from the objects express the taste and skill of Delia, the progenitor. Delia had founded her company in 1965, which over the years, with the work of her husband Tonino and then of their children Grazia and Ivan, became the current MOD in 1981.
The restoration of the Ovato fountain in Villa d'Este, Tivoli, is an example of the esteem that the MOD company enjoys even in institutions.
The great clients (Fabbri, Sambonet, Missoni, ...) turn to the sumptuous imagination of Grazia which unfolds in princely services such as gold and ruby ??jewels.
The exhibition rooms offer a path full of temptations among which Nicole Kidman bought four sets of dishes, including a wedding gift for her sister. We have come back to the cinema, where we started our article, because cinema gives shape, sound and movement to dreams, and these objects are made of the same material.



mercoledì 15 luglio 2020

A briglia sciolta

Paolo Ballerani e il Lavoro dell'Arte

Paolo Ballerani e Rita Castigli


Per definire un lavoro perfettamente eseguito si dice che è fatto ad arte. Paolo Ballerani è cresciuto con un padre, Gualtiero, che "ad arte" ha sempre fatto sculture. È con orgoglio evidente che Paolo parla di colui che gli ha fatto amare e studiare l'arte e la scultura e del quale conserva lavori di grande perfezione e bellezza. Così accanto alla sua apprezzatissima e prestigiosa attività di creatore di allestimenti in tutto il mondo (oltre che alla Galleria Nazionale dell'Umbria) fa sculture e bassorilievi ed affida ad essi l'espressione dei suoi pensieri più importanti e profondi.


Un soggetto da lui prediletto è sempre stato il cavallo, un messaggio di bellezza nelle linee naturalmente eleganti, ma che tendono ad allontanarsi dal reale per avventurarsi verso ardite astrazioni. Le criniere in particolare si espandono come fuochi d'artificio o formano volute e giocano con lo spazio come panneggi angelici nei dipinti manieristi e barocchi. Ne scaturisce un anelito intenso allo spazio e alla libertà, un messaggio positivo di energia interiore che fluisce lungo linee dinamiche che si vanno espandendo. Sono percorse dalla luce grazie alle laccature e patine che Paolo utilizza con effetti che vanno dal bronzo all'alabastro al marmo bianco e all'oro e all'argento. Ma in quelle criniere pettinate dal vento si percepisce anche il flusso del tempo che lascia solchi profondi e ferite dove questi costruiscono una nuova armonia piena di senso.


Non ha mai avuto paura delle grandi dimensioni, delle altezze e dei vasti spazi. Il grande cavallo della Rocca Paolina che si impenna sotto le volte del Sangallo sembra ribellarsi contro quella chiusura e l'oppressione che essa rappresentava. Irradia dalle sue superfici dorate l'aspirazione alla libertà e alla luce come un simbolo che riassume la storia della città di Perugia e il suo lungo servaggio.


La consapevolezza della storia passata e dei valori culturali conferisce unità al grande bassorilievo della Posta dei Donini a San Martino in Campo. Vi sono i monumenti più significativi e belli della sua terra descritti come in un piano sequenza cinematografico, forme amate e sempre studiate come i rosoni che nella geometria perfetta fissano nella pietra valori trascendenti ed eterni.

Paolo Ballerani   Paolo Ballerani
 

Anche il bassorilievo per Mugnano racconta una storia antica, cara a quel paese ma anche al passato rurale dell'Umbria. Collocata presso l'arco dal quale passavano le raccoglitrici del tabacco, ne ripercorre il cammino e le fa tornare. Le grandi morbide foglie in primo piano lasciano emergere, come da un lago mosso e vitale, i visi dai lineamenti classici e forti, i fazzoletti semplici legati proteggere i capelli. Segue l'asino con la soma, animale oggi in via di estinzione, con il suo muso buono, gli occhi dolcissimi e il suo raglio sgraziato ma familiare nella campagna. In terzo piano il rosone romanico, perché i monasteri hanno costruito la civiltà medievale e il lavoro e il sudore hanno sempre avuto come sfondo la bellezza architettonica. Una ciminiera in lontananza presagisce il futuro che cambierà quella vita stagliandosi con sua rigida geometria. Meditazione sul tempo e sulla storia, sulla fatica e sulla bellezza del passato, la patina antica aggiunge poesia alla figurazione e la colloca in uno spazio che è della mente e del cuore.


Paolo Ballerani
Paolo Ballerani

Un gesto commovente lega il Cavaliere Stanco al suo cavallo. Si appoggia ad esso e china il suo capo coperto dall'elmo. L'armatura non nasconde la sua fragilità. La spada ha spaccato il rosone, i valori per cui ha combattuto sono infranti. Lo sostiene solo il cavallo, la fedeltà dell'amicizia senza parole, e una rosa che la mano porge racconta il desiderio di pace e d'amore. Qui i sentimenti improntano l'opera e l'emozione traspare da ogni dettaglio in una sintesi di pura poesia.

 

Paolo Ballerani


Paolo Ballerani

La fantasia di Paolo va a briglia sciolta come i suoi cavalli, prende il volo con la vastità della criniera che si dispiega nel vento, un vento metafisico e simbolico che fa pensare all'avventura, alla corsa verso la vita con lo slancio del coraggio e della ragione. La ragione, sì, perché la forma si espande nell'aria ma non si sgretola, non perde i connotati della realtà, realtà sognata e stilizzata, ma non negata e confusa. La sua scultura ha radici solide ed eleganti, colte e preziose, dalle quali dispiega le ali e lascia fluire linee melodiose, suscitando emozione e facendo vibrare di luce la materia.


 

Paolo Ballerani

Rita Castigli con un'opera di Paolo Ballerani

Paolo Ballerani

Paolo Ballerani

Paolo Ballerani

Paolo Ballerani

Paolo Ballerani

Paolo Ballerani
Paolo Ballerani
Paolo Ballerani

Paolo Ballerani

Bassorilievo in marmo di Gualtiero Ballerani
Rita Castigli con un'opera di Paolo Ballerani

Free Rein

Paolo Ballerani working artfully

To define a perfectly executed work it is said that it is done artfully. Paolo Ballerani grew up with his father, Gualtiero, who "artfully" has always made sculptures. It is with evident pride that Paolo speaks of the one who made him love and study art and sculpture and of whom he keeps works of great perfection and beauty. So alongside his highly appreciated and prestigious activity as creator of installations all over the world (and at the National Gallery of Umbria) he makes sculptures and bas-reliefs and entrusts them with the expression of his most important and profound thoughts. 

The horse has always been a favorite subject for him, a message of beauty in naturally elegant lines, which tend to move away from reality to venture towards bold abstractions. Manes in particular expand like fireworks or form volutes and play with space like angelic draperies in mannerist and baroque paintings. The result is an intense yearning for space and freedom, a positive message of inner energy that flows along dynamic lines that are soaring. They are intensified by light thanks to the lacquering and glazes that Paolo uses with effects ranging from bronze to alabaster to white marble and gold and silver. But in those manes combed by the wind you can also perceive the flow of time that leaves deep furrows and wounds and builds a new harmony full of meaning. 

He was never afraid of large sizes, heights and vast spaces. The large horse of the Rocca Paolina that rears up under the Sangallo vaults seems to rebel against that closure and the oppression it represented. The aspiration to freedom and light radiates from its golden surfaces as a symbol that sums up the history of the city of Perugia and its long servitude. 

The awareness of past history and cultural values gives unity to the large bas-relief of the Posta dei Donini in San Martino in Campo. There are the most significant and beautiful monuments of his homeland described as in a sequence shot, the forms that Paolo always loved and studied like the rose windows which in their perfect shape fix transcendent and eternal values into stone. 

The bas-relief for Mugnano also tells an ancient story, dear to that village but also to the rural past of Umbria. Placed near the arch through which the tobacco pickers passed, it traces the path and makes them return. The large soft leaves in the foreground let emerge, as from a rough and vital lake, their classic and strong features and the simple handkerchiefs tied to protect their hair. Follows a donkey, animal near extinction today, with its good face, the sweetest eyes and its graceless but familiar bray in the countryside. Behind it you see the Romanesque rose window, because the monasteries built medieval civilization while work and sweat have always had architectural beauty as a background. A chimney in the distance foreshadows the future that will change that life by standing with its rigid geometry. 
Meditation on time and history, on the fatigue and beauty of the past, the ancient patina adds poetry to the figuration and places it in a space that is of mind and heart. 

A moving gesture binds the Tired Knight to his horse. He leans against it and bends his head covered by an helmet. His armor does not hide his fragility. A sword broke the rose window, the values for which he fought are broken. Only his horse sustains him, the fidelity of friendship without words, and a rose that his hand holds out tells the desire for peace and love. Here feelings shape the sculpture and the emotion shines through every detail in a synthesis of pure poetry. 

Paolo's imagination goes as loose as his horses, takes flight with the vastness of manes that unfold in the wind, a metaphysical and symbolic wind that evokes adventure, racing towards life with the enthusiasm of courage and reason. Reason, yes, because the forms expand in the air but never crumble nor lose the connotations of reality, dreamed and stylized reality, but never denied and confused. His sculpture has solid and elegant roots, cultured and precious, from which it spreads its wings and lets melodious lines flow, arousing emotion and vibrating with light.