La sezione Art Flashes di questo blog (accessibile dalla barra menu azzurra in alto) è dedicata ad articoli brevi e notizie di attualità, mentre la pagina principale Articoli ospita i saggi più strutturati e i temi di più ampio respiro.
Riproponiamo qui gli "Art Flashes" postati durante il periodo 2012-2013 (in ordine cronologico inverso dal più recente), in modo che gli autori e i temi in essi trattati vengano correttamente indicizzati facilitandone la ricerca.
INDICE ART FLASHES 2012-2013:
Presepi d'arte a Deruta (Cristina Duranti)
Il quinto giorno (Carlo Dell'Amico)
I luoghi e la gente dell'arte raccontati da un grande fotografo (Marco Nicolini)
Un paradiso minacciato (Tiziano Ciccone)
Daniela Musini, D'Annunzio e il suo Abruzzo
Convivio con l'Arte alla Domus Volumnia
Tasselli per l'Arte (Fausto Minestrini)
Corciano, studi e ipotesi sul Perugino
Assisi Antiquariato 2013
La Cappella Sistina a 360°
Carrières de Lumières
C'è pane e pane (Daniele Covarino)
Massimo Arzilli tra il serio e il faceto
NOTE PER LA CONSULTAZIONE
NOTE PER LA CONSULTAZIONE:
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Visualizzazione post con etichetta Massimo Arzilli. Mostra tutti i post
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mercoledì 12 novembre 2014
lunedì 8 luglio 2013
Notturno a Mugnano
Quattro passi alla luce dei Muri Dipinti
A Mugnano, piccolo paese presso Perugia, dentro la cinta muraria trecentesca che protesse le famiglie di artigiani e contadini per secoli, ogni anno si svolge la festa dell'arte, con un affresco a dare vita nuova ai muri antichi e con musica e mostre dappertutto nel borgo.
Quest'anno, in occasione del trentennale della manifestazione, l'opera è stata affidata all'Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia, che ha utilizzato oltre mille tasselli di ceramica per comporre un mosaico sulla facciata del Palazzo del Sodalizio di San Martino, storica istituzione che ha giocato un ruolo fondamentale nella storia del paese.
English version of the video:
A Mugnano, piccolo paese presso Perugia, dentro la cinta muraria trecentesca che protesse le famiglie di artigiani e contadini per secoli, ogni anno si svolge la festa dell'arte, con un affresco a dare vita nuova ai muri antichi e con musica e mostre dappertutto nel borgo.
Quest'anno, in occasione del trentennale della manifestazione, l'opera è stata affidata all'Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia, che ha utilizzato oltre mille tasselli di ceramica per comporre un mosaico sulla facciata del Palazzo del Sodalizio di San Martino, storica istituzione che ha giocato un ruolo fondamentale nella storia del paese.
La fascia di mattonelle colorate, che moltiplica in infinite sfaccettature le spighe, espande all'interno delle mura antiche un orizzonte infinito di grano maturo, gioia per gli occhi, nutrimento fondamentale, sicurezza di sopravvivenza.
In questo simbolo si sintetizza una storia plurimillenaria e le sue radici profonde, concrete e mistiche insieme, pregne di storia come il profilo della Mugnano cinquecentesca che vi si staglia.
The band of coloured tiles,
multiplying the ears in innumerable facets, expands an endless horizon of ripe wheat within the ancient walls, joy for the eyes, fundamental nourishment, security of survival.
This symbol synthesizes an ancient history and its deep roots, concrete and mystical together, steeped in history as the profile of the sixteenth century Mugnano that is carved below it.
Le nuove mattonelle di biscotto grezzo riannodano anche i fili con la memoria non ancora persa della fornace della piazza del Castello e delle altre fornaci di cocciari che, fino a pochi decenni fa, lavoravano nel cuore del paese e raccoglievano nelle sere d'inverno i vecchi e gli artigiani intorno al fuoco di carbonella sempre acceso.
La piazza del Castello è sempre stata il luogo naturale di riunione e d'espressione della gente nella gioia della festa e nel buio del dolore.
E qui le inserzioni di mattonelle rosse, trenta come i trent'anni di Muri Dipinti, che fanno macchie vive di colore, sorprendenti e spontanee come papaveri risplendenti nel grano, ricordano anche gli umani drammi e commedie che qui ebbero (e avranno) luogo, vicende ineluttabili come le macchie rosse, magnifiche e improduttive tra le spighe mature.
The new terracotta tiles also retie the threads with the not yet lost memory of the furnace in the the Castle Square and other furnaces of cocciari (potters) that, until a few decades ago, used to work in the heart of the village and collected in the winter evenings the old and artisans around the charcoal fire always lit.
The Castle Square has always been the natural place of assembly and expression of the people in the joy of celebration and in the darkness of pain.
And here thirty red tiles, reminding the thirty years of the Painted Walls, are lively spots of color, surprising and spontaneous as poppies shining in a cornfield, also reminiscent of the human dramas and comedies that here took place, unavoidable events such as red spots, magnificent and unproductive among the ripe ears.
Gli affreschi aprono sui muri spazi immaginari, scavano falle luminose sulla pietra, inventano danze tradizionali e concerti rock, illudono asperità desertiche vulcaniche, invocano miti arcaici propiziatori, scoprono misteriosi reperti di mistiche lontananze, evocano un passato ancora prossimo nella memoria di alcuni o ormai remoto e quasi epico per molti.
La Pro Loco interpreta la volontà di tutti nel raccogliere la preziosa eredità di dignità e di esperienze degli antichi artigiani e di quella vitalità spontanea e necessaria allora nel borgo. La creazione dei murales riporta l'eccitazione e il fervore del lavoro manuale e insieme creativo degli artisti, artigiani anch'essi che hanno impregnato l'intonaco dei loro sogni, passioni e voci, affidandoli al tempo e ai colori.
The frescoes on the walls open up imaginary spaces, dig holes on the bright stone, invent traditional dances and rock concerts, create the illusion of rough or volcanic deserts, call archaic propitiatory rites, discover mysterious relics of mystical distances, evoke a past which is not so distant for some and almost epic for many.
The Pro Loco interprets the will of all to collect the precious legacy of dignity and experience of the ancient artisans and their spontaneous and necessary vitality in the village. The creation of the frescoes renews the excitement and fervor of manual and creative work of the artists, artisans themselves who impregnated the plaster of their dreams, passions and voices, entrusting them to time and colors.
Questi muri antichi, silenziosi custodi di memorie plurisecolari, hanno trovato una nuova espressione cui il sole e gli inverni attutiscono i toni ma lasciano il senso.
Perché queste pietre squadrate sono sempre state un avvertimento e queste torri, anche quella col tetto sghembo, non mentono sulla memoria e sui valori che vi affondano le radici.
These ancient walls, silent guardians of centuries-old stories, have found a new expression where the sun and the winters soften the tones but leave the sense unchanged.
Because these square stones have always been a warning and these towers, also the one with the crooked roof, do not lie about the memories and the values that are rooted in them.
L'atmosfera della notte trascorsa tra i muri dipinti ha incantato noi e il nostro amico musicista Emilio Spizzichino, che ha composto di getto la musica per questo video:
English version of the video:
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Collegamenti:
Un altro video sui muri dipinti di Mugnano, realizzato da Claudio Mortini
sabato 8 gennaio 2011
Numi tutelari
I lustri di Massimo Arzilli a Deruta
Le piccole mani di Massimo Arzilli bambino avevano sempre trovato creta da modellare. Suo padre era scultore e lo mandò a studiare all'Istituto d'Arte di Deruta dove altri maestri, in particolare Edgardo Abbozzo, lo guidarono.
La sua è una lunga storia d'amore con la terra e il fuoco, piena di esperienze e ricca di ricordi.
Qui hanno le loro radici profonde queste figure che si allungano come le ombre della memoria e che si attardano come i sogni sulla soglia del risveglio.
Il lustro le fa vibrare di una vaga nostalgia, la nostalgia che scorre sommessa nei versi di Virgilio quando racconta il viaggio di Enea agli Inferi. E' l'emozione che dà il titolo a queste opere, Numi Tutelari, i mitici antenati che conservavano un rapporto affettuoso con i vivi i quali, a loro volta, li veneravano come divinità famigliari.
Il lustro dell' “alchimista” Attilio Quintili ha vetrificato le superfici di queste figure e le ha rese ingannevoli e cangianti. Rivoli di luce vi scorrono in illusioni di trasparenze e di arcane lontananze nel tempo.
I lineamenti si fanno strada dalle profondità della materia ed emergono con individualità misteriose. Le sagome esili, che la luce sembra attraversare e creare nello stesso tempo, organizzano intorno a sé uno spazio magico, estraneo e familiare. Ed i pensieri si raccolgono e si fermano intorno a quelle forme che pongono impalpabili problemi, questioni sospese... Una grazia femminile le muove col gioco dei riflessi, quasi residuo di irrinunciabile vanità, il ricordo del trucco o della danza. A volte gli occhi sono grandi ferite aperte su pene mai dimenticate, a volte fessure socchiuse su ricordi gentili. A volte si raccolgono in gruppi di due o tre o quattro e, nel bagliore del lustro rosso, vengono in mente le descrizioni dantesche (... lo maggior corno della fiamma antica ...) o il duttile adattarsi delle figure nei capitelli romanici. Viste tutte insieme sembrano un bosco del nord o una frangia dispersa dell'esercito di terracotta del primo imperatore della Cina rimasto sepolto per oltre duemila anni.
Queste figure silenziose e dissonanti, in contrasto con l'apparente indifferenza e mercificazione di oggi, evocano antenati lontani, un'assenza sentita e pianta, ma anche scongiurata e vinta in un gioco di illusioni ambiguamente ironico e serio che marca la distanza e la nostalgia.
Attilio Quintili e Massimo Arzilli a Deruta accanto alla fornace del "lustro"
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Collegamenti:
- Sito web di Massimo Arzilli
- Sito web di Attilio Quintili (Freemocco)
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