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domenica 3 novembre 2019

Mare Nostrum

Silvano D'Orsi e la metafisica del naufragio

Mare Nostrum


Le recenti tragedie dei barconi hanno toccato il cuore di Silvano D'Orsi e lui si è calato in fondo al mare per seguire la discesa lenta e morbida dei corpi verso il fondo, la loro danza senza gioia e senza speranza.
Vi è un mistero nella creazione artistica di D'Orsi dove la rappresentazione sulla tela di fatti reali si proietta in uno spazio metafisico, si espande al di fuori dell'attualità e va ad incastonarsi nella storia.
Le tante morti di migranti che si sono avventurati su fragili imbarcazioni in cerca di una vita migliore attraversando il braccio di mare che divide l'Africa dall'Europa hanno guidato il pennello di Silvano in linee sorprendenti e drammatiche che inseguono verso il buio dei fondali marini i loro corpi in discesa libera. Qui non vi sono braccia che si tendono in aiuto e mani che si stringono, mentre la luce in alto è sempre più lontana, bianca e perduta. Nella profondità di questo spaccato di mare i corpi diventano pesci abissali, luminescenti e misteriosi, trasparenti come meduse.
Ma il vero mare è anche una scenografia meravigliosa pullulante di vita colorata e spettacolare... Qui invece diventa il fondale di un dramma in bianco e nero, pieno di corpi disordinati, invaso dall'uomo, un tema, quello della distruzione della natura, da sempre sottinteso nelle tele di D'Orsi.
Il grande quadro richiama i Giudizi Universali degli affreschi italiani del Cinquecento con personaggi che fluttuano nell'aria densa inesorabilmente spinti verso il destino finale. Ma in Mare Nostrum vi sono elementi che ci portano altrove. La grazia sorprendente dei merletti disegnati sulle membra crea dubbi sull'identità dei naufraghi e ci sospinge verso altre riflessioni, altri spazi. La bellezza del segno di D'Orsi ci distoglie dal tema e restiamo intrigati nella malia della tela.
Attraverso l'arte di Silvano, la tragedia dei migranti esce dall'oggi e raccoglie echi dei mille e mille naufragi lontani, il mare diventa oceano fino a diventare l'oceano mitologico che avvolgeva il mondo e ne decideva i limiti. Qui decide il limite della vita e si allarga ad essere il simbolo di una dimensione arcana, la discesa agli inferi.
Ma sono ancora i manichini di D'Orsi a recitare la parte degli umani, sono manichini quelli che affondano, non persone. Siamo di fronte ad una recita elegante e, come a teatro, nulla è reale, ma proprio per questo quelle figure possono rappresentare ognuno, ogni perdita è di tutti, ogni morte è la Morte stessa.
E tu non chiedere per chi suona la campana. E tu non chiedere chi erano quelli che vedi su questa tela perché in questo mare dipinto, metafisica dell'esistenza, si consumano il limite della vita umana e la sua effimera e luminosa bellezza.


Gioia Sannitica

Silvano D'Orsi

L'artista, nativo di Gioia Sannitica (CE), ha donato al suo paese questa grande tela (3 x 2 metri), che è stata permanentemente installata nella sala consiliare del Municipio, dove si trovano altre importanti opere di D'Orsi visibili nelle foto che seguono. 
L'inaugurazione si è tenuta il 12 ottobre 2019 alla presenza del Sindaco Giuseppe Gaetano e di numerose autorità locali e nazionali.
 
Silvano D'Orsi
La Senatrice Sandra Lonardo taglia il nastro
Silvano D'Orsi
Il Sindaco Giuseppe Gaetano tra la Sen. Lonardo e l'artista
Silvano D'Orsi
Rita Castigli presenta l'opera
 Silvano D'Orsi

Silvano D'Orsi

Silvano D'Orsi
Veduta d'insieme della sala consiliare
Gioia Sannitica
Il Buon Governo (2018)

Silvano D'Orsi and the metaphysics of shipwrecks

The recent tragedies of the barges touched Silvano D'Orsi's heart and he lowered himself to the depth of the sea to follow the slow and soft descent of the bodies towards the bottom, their dance without joy and without hope.
There is a mystery in the artistic creation of D'Orsi where the representation of real facts on canvasses is projected into a metaphysical space, expands out of current events and goes to embed itself in history.
The many deaths of migrants who have ventured on fragile boats in search of a better life crossing the stripe of sea that divides Africa from Europe have guided Silvano's brush into surprising and dramatic lines that chase towards the darkness of the seabed their bodies downhill. Here there are no arms that tend to help and hands that tighten, while the light at the top is more and more distant, white and lost, and the bodies become abyssal fish, luminescent and mysterious, transparent like jellyfish.
But the real sea is usually a wonderful setting teeming with colorful and spectacular life ... Here instead it becomes the backdrop for a drama in black and white, full of disordered bodies, invaded by man, a theme, that of the destruction of nature, always implied in D'Orsi's paintings.
The large painting recalls the Universal Judgments of the sixteenth-century Italian frescoes with characters floating in the dense air inexorably pushed towards their final destiny. But in Mare Nostrum there are other elements that take us elsewhere. The surprising grace of lace designed on the limbs creates doubts about the identity of the shipwrecked and pushes us towards other reflections, other spaces. The beauty of D'Orsi's sign distracts us from the theme and we remain intrigued in the charm of the canvas.
Through Silvano's art, the tragedy of migrants gets out of today and collects echoes of the thousands and thousands of shipwrecks of the past, the sea becomes the ocean and finally becomes the mythological Ocean that enveloped the world and decided its limits. Here it decides the limit of life and expands to be the symbol of an arcane dimension, the descent into the underworld.
But it is still D'Orsi's mannequins to play the part of humans, those that sink are mannequins, not people. We are facing an elegant performance and, as in theater, nothing is real, but, precisely for this reason, those figures can represent everyone, every loss belongs to everyone, every death is Death itself.
And never send to know for whom the bell tolls. And never send to know who were the ones you see on this canvas because in this painted, metaphysical sea of ​​existence, the limit of human life and its ephemeral and luminous beauty are consumed.

Gioia Sannitica

Silvano D'Orsi

Silvano D'Orsi

Silvano D'Orsi

Silvano D'Orsi

Gioia Sannitica