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martedì 15 marzo 2011

Serena Cavallini, dipingere in poesia

La settimana scorsa vi abbiamo segnalato la mostra di Serena Cavallini a Perugia. Presentiamo qui una rassegna delle sue opere, fotografate nel corso di questa mostra, e alcuni versi di Serena tratti dal suo libro Arc-en-ciel.
 

Collegamento all'album fotografico delle opere di Serena Cavallini

Nei versi e nei dipinti e incisioni di Serena troviamo espressi con grazia ed eleganza, che sono la sua cifra stilistica, un anelito struggente all'infinito non disgiunto da una lucida ironia.
Una persona straordinaria, Serena, che si nasconde dietro la dolcezza del suo sorriso e l'acqua marina dei suoi occhi, poi affida alle pagine che scrive e alle immagini che dipinge o che incide le sue emozioni perché siano armoniose e vere e perché ogni frammento contenga per incanto la totalità contradditoria dell'esperienza. E le cose sono trasfigurate in emozioni rese con suoni, a loro volta espressione di sensazioni, rese con immagini e così via in una intrigante sequenza della quale non si può individuare l'inizio o la fine.

...Quando alla fine un artiglio di ghiaccio
serra la gola di rovi e di ortiche,
dentro un viluppo barocco si perde
senza risposta dolente un singhiozzo.

Ugualmente esuberante e barocca è la chioma del fico e si allarga oltre i confini del cartone mentre rivoli d'oro scorrono lungo il tronco a disegnare la sua sofferta crescita verso il cielo.


I cavalli investiti dal vento si impennano belli e trasparenti come cristalli. 


Nei paesaggi la luce definisce di colori puri e sorprendenti un mondo vivo e dinamico che nasconde l'operare dell'uomo tra le sue forme o forse non sa più distinguersi da esse. 


Le spire del tempo avvolgono in una  nebbia opalescente la galassia della vita in costante evoluzione, mentre le radici tentacolari degli ulivi e delle querce, che legano le chiome calligrafiche e celesti alle solide profondità della terra, sembrano voler fermare quella corsa intrappolandola. 


Gigante era la quercia in controluce,
i rami secolari e le radici
tenaglie strette ai sassi fortemente...

Il gioco dei rapporti tra i sessi è reso in una serie di deliziose piccole stampe dove sui petali di una margherita gigantesca oppure sulle onde marine in abiti di conchiglia oppure su grandi scacchiere si disputano partite importanti tra equilibristi da circo e bambini cresciuti malvolentieri.



...Insieme traversiamo
velari damascati e finti marmi,
l'icona di un interno
discopre il pianoforte addormentato.
Rampanti le tue mani
catturano liocorni e girifalchi.

I ritratti si prendono la rivincita sulle fotografie perché hanno un'emotività più trasparente e scoperta, una unicità definitiva. Quei visi al di fuori di ogni contesto, dicono tanto di sé, storie e pensieri, e non smetteresti di ascoltarli.


  


Serena conosce, perché ancora ne viene ferita, la banalità di situazioni e parole, così infonde attenzione e rispetto in ogni sua opera, la delicatezza di chi conosce i colori del cielo e la frusta del vento e ne conserva lo stupore. La sintonia affettiva con gli animali e la natura trasforma la sua fragilità in uno scrigno di gioia.


...Se invece incontro gli occhi di un meticcio
d'affinità brillanti e di stupore,
diventa tutto azzurro il grigio intorno
s'accende inaspettato anche un sorriso...


...Si possono salvare
conchiglie in riva al mare,
foglie minute e tronco
d'un albero d'olivo...

La sua mai sopita nostalgia d'infinito si realizza come un'epifania, un'estasi improvvisa, nell'amore e nella emozionante comunione con altre creaure viventi, compagne di avventura e di destino.

Nascita (2009)
Dalla sfera di luce al centro del dipinto sembrano essersi staccati lembi di materia
 che nel suo moto centrifugo va assumendo forme innumerevoli…
Delicate calligrafie di fogliame o di circuiti elettronici, cellule o bollicine gassose, 
laghi o vulcani, prismi cristallini o stalagmiti di grattacieli…
Il bianco luminoso si scinde in tutti i colori dell’iride che vibrano in forme dinamiche
 come rivoli d’acqua o nuvole incandescenti.
Il divenire dell’universo fa dilatare il quadro oltre i suoi limiti.
Ma tralci viola pulsanti come arterie ospitano un nido con delle uova lucenti,
 simbolo di nascita, mistero nel mistero dei moti indifferenti
 del cosmo inorganico e infinito.

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