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mercoledì 8 febbraio 2017

I gatti e la metropoli

Nella casa-studio di Arnhild Kart


Arnhild Kart


Arnhild è irrimediabilmente un'artista. Lo si capisce anche solo guardando i suoi lavori senza conoscere la sua storia, una biografia improntata alla ricerca artistica che l'ha portata in Umbria, sull'argine dell'incessante fluire metropolitano, su un'altura dalla quale guardarlo scorrere. 
Le sue sculture concentrano il frutto del suo silenzioso osservare. 
Il personaggio agile e nervoso che si arrampica su una pertica è forse la sintesi più intensa della sua poetica: è una solitudine tappezzata di frammenti di giornale, i fatti del suo tempo. Brani di carta strappati irregolarmente ne costruiscono l'orizzonte imprimendosi sulla sua pelle e diventando il suo spazio interiore.
Vano è il suo tentativo di sfuggirlo andando oltre, arrampicandosi verso un cielo irraggiungibile. Ma egli non rinuncia e con tenacia contorce acrobaticamente le membra nude. Il suo futuro è nel presente del suo sforzo e non ha compagnia nell'ascesa in solitaria. Free climber dell'anima, non ha strumenti o sicure contro le possibili cadute.


Arnhild Kart


Il senso della vita, creazione unica e continua, da inventare con i propri mezzi e i propri limiti, con soluzioni provvisorie come un appoggio precario o una presa insicura, è il tema poetico delle creazioni di Arnhild. Suscita un sorriso stupito, ma induce chi guarda anche alla riflessione sul proprio agire, sulle proprie responsabilità e innocenza. Perché appare innocente e fragile il personaggio di cartapesta, ferito dal vento, inseguito dalle luci della notte artificiale e dal giorno costante dei media.


Arnhild Kart

Nelle tele recenti però anche quello spazio di possibile movimento si chiude e la libertà del tentare si restringe ancora. Quegli spazi acrobatici e pericolosi di ironia sono ingabbiati in una rete di angoli retti, come la grata di una prigione di pensieri in cui la realtà si nasconde e si perde. Fasce di bianco e di indifferenza coprono la fantasia fino alla sua resa e ogni gioco finisce.


Arnhild Kart


Ma questo è un punto di arrivo della ricerca pittorica di Arnhild, una nuova tappa di un percorso intenso partito da lontano. Dipinse la città metropolitana e grattacieli che fanno dimenticare la loro destinazione utilitaria, ergendosi a strutture autonome, spettri di pensiero immensamente rigidi e inumani. Sono vicini alla sensibilità che generò il film Metropolis, e talora sembrano flettersi come scossi da una forza distruttrice in un lago di blu che impone la notte finale.


Arnhild Kart


Altrove i colori si contrappongono in drammatiche tensioni e fissano momenti di lotta violenta ed estrema tra i sessi o per la sopravvivenza di sé o della specie.
Nella produzione più recente le figure danzano in gabbie o su scacchiere, sintesi delle geometrie urbane che le coreografie di Pina Bausch animavano illuminando di grazia e colori strade pilastri e muri.
Queste figure marcano un momento in cui l'ironia subentra al dramma e un tenue sorriso al grido.


Arnhild Kart


Arnhild Kart


L'impressione di gioco crea una poesia insidiosa nel suo personaggio: il corpo sottile e nervoso, agile e dinoccolato, vestito di azzurro festoso o di toppe di giornale come un arlecchino fuori posto, tenta equilibrismi disperati e viaggi incompiuti verso mete indefinite. Indossa la sua solitudine come una calzamaglia colorata, mostra i muscoli per nascondere la sua fragilità. 
Ci induce alla tenerezza e al sorriso, ma questi si spengono a mano a mano che la riflessione riconosce in quei delicati equilibri e sforzi la condizione umana, la nostra, il nostro stare sospesi tra la terra troppo pesante e il cielo troppo infinito.
Arnhild cerca nelle tante modalità artistiche la sintesi di questa insanabile contraddizione ed in ogni opera infonde la sua profonda commozione e sofferta simpatia.



Arnhild Kart

Arnhild Kart



Arnhild Kart vive e lavora in Umbria (Via Clausura 16, 06054 Fratta Todina PG)


Collegamento al sito web di Arnhild:
http://www.arnhildkart.de/


Collegamento all'ALBUM con le foto di opere e della casa-studio di Arnhild Kart:

Arnhild Kart



*   *   *

Cats and Metropolis

A visit to Arnhild Kart's home/atelier


Arnhild is hopelessly an artist. You can tell just by looking at her work without knowing her history, a biography marked by the artistic research that brought her into Umbria, on the bank of the metropolitan endless flowing, on a high ground from which she can watch it scroll.
Her sculptures concentrate the fruit of her silent watching. 
The agile and nervous character who climbs a pole is perhaps the most intense synthesis of her poetry: it is a solitude carpeted of newspaper fragments, the events of his time. Pieces of paper torn irregularly build an horizon imprinted on his skin and becoming his interior space.
Fruitlessly he attempts to run away, going over, climbing toward an unattainable sky. But he does not give up and with tenacity wriths acrobatically his bare limbs. His future is in the present of this effort and there is no companion in his solo ascent. Free climber of the soul, he has no tools or safety latch against possible falls.
The meaning of life, unique creation that everyone continues to invent by one's own means and limits, with temporary solutions like a precarious support or an insecure grip, is the poetic theme of Arnhild's creations, and raises a smile in amazement.
But it also induces the viewers to a reflection on their actions, on their own responsibility and innocence because the fragile paper character on the run seems innocent,  being hurt by the wind and chased by the lights of the artificial night and constant day of the media.
But in Arnhild's recent paintings that space of possible movement closes and that freedom of trying narrows. Those acrobatic and dangerous areas of irony are trapped in a network of right angles, similar to the grating of a prison of thoughts where reality is hidden and lost. Bands of white and indifference cover the fantasy until it surrenders and all game ends.

But this is a landmark of Arnhild's pictorial research, a new stage of an intense  path from afar. She used to paint metropolis skyscrapers that make you forget their utilitarian target, rising to autonomous structures, immensely rigid and inhuman spectres of thought. They are close to the sensibility that produced the Fritz Lang's Metropolis, and somewhere they seem to be bent and shaken by a destructive force in a pool of blue which marks the final night. 
Elsewhere colours are contrasted in dramatic tension and fix moments of extreme and violent struggle between the sexes, or for one'own survival or for the species. 
In more recent production, human figures are dancing in cages or on the chessboard, a synthesis of the urban geometry choreographed by Pina Bausch who filled roads pillars and walls with grace and colours. These figures mark a moment where irony replaces drama and a faint smile succeeds to a cry. 

The impression of playing creates a rather insidious poetry in the climbing character: the thin, nervous body, lithe and lanky, dressed in festive blue or newspaper patches as a harlequin out of place, attempts desperately to balance and to travel towards undefined goals. 
He is wearing his loneliness as a colored maillot, flexing his muscles to hide his fragility. 
You feel tenderness and you smile, but a little at a time you recognize in those efforts and delicate balances the human condition, your condition, the human suspension between too heavy an earth and too infinite a sky.
Arnhild looks for the synthesis of this irreconcilable contradiction in many artistic ways and infuses her deep emotion and experienced sympathy in every work.



Arnhild Kart lives and works in Umbria, Italy
(Via Clausura 16, 06054 Fratta Todina, Perugia)


Link to Arnhild's web site:





Arnhild Kart

Arnhild Kart

Arnhild Kart



lunedì 9 maggio 2011

Due mostre "impossibili"

Aggiornamentoi link proposti nell'articolo potrebbero non funzionare in quanto non più attivi. Rimandiamo in tal caso al sito web della Rai dedicato a questa serie di mostre: 
http://www.mostreimpossibili.rai.it/


Qualche tempo fa vi abbiamo parlato delle mostre impossibili organizzate in varie città d'Italia a cura della Rai. Si tratta di esposizioni antologiche che propongono la quasi totalità delle opere di pittori tra i più celebri (Caravaggio, Raffaello, Leonardo, ...) sotto forma di riproduzioni fotografiche di ottima qualità in formato identico all'originale.
Recentemente abbiamo avuto modo di vedere due di queste mostre: quella di Milano dedicata a Caravaggio e ormai terminata, e quella di Todi su Raffaello, tuttora in corso. Vi proponiamo un breve commento descrittivo e qualche immagine, invitandovi a visitare questo tipo di esposizioni, non convenzionali ma godibili e meritevoli di essere viste.
Il sito web della Rai dedicato alle "mostre impossibili" contiene immagini digitali di ottima qualità delle opere esposte. Alcuni giorni fa non erano più accessibili ma ora sono state ripristinate (Grazie Rai!). Per poterle ammirare, prolungando in questo modo il piacere della visita e con la possibilità di studiare a fondo le meravigliose opere, seguite i link che abbiamo inserito in fondo alle due sezioni dell'articolo.


Caravaggio a Milano
(terminata il 13 marzo 2011)


Siamo riusciti a vederla in extremis, proprio il giorno prima che la mostra, pur prorogata di un mese, chiudesse.
Era stata allestita al primo piano del Palazzo della Ragione, un tempo adibito ad archivio notarile, immenso magazzino di pratiche polverose. Dalla semioscurità del grande locale dalle finestre occluse, le straordinarie opere di Caravaggio emergevano nitide, perfettamente in grado di emozionare il visitatore anche se, lo ripetiamo, si trattava di riproduzioni. Stampe fotografiche ad alta risoluzione, con colori fedeli all'originale per quanto lo "stato dell'arte" fotografica e di stampa possa attualmente consentire.
L'allestimento ci incuriosiva particolarmente e lo abbiamo osservato con attenzione: le opere di dimensioni minori erano stampate su pellicola montata su una lastra di plexiglas opalino, quelle di dimensioni maggiori erano invece stampate su tela. In entrambi i casi le riproduzioni erano illuminate dal retro, per trasparenza: un metodo efficace per apprezzare i dettagli dell'opera e adatto all'ambiente, l'antico salone con le finestre oscurate e luci interne molto tenui.
La mostra era ben organizzata seguendo l'ordine cronologico e la tipologia dei soggetti, ed era accompagnata da didascalie complete ed efficaci schede descrittive. Simpatica e coinvolgente l'idea di "teatralizzare" l'esposizione, con tre bravi attori che accompagnavano gruppi di spettatori impersonando il Merisi in periodi successivi della sua vita.






Le foto sono state scattate con un telefono cellulare: ci scusiamo per la loro modesta qualità, ma le abbiamo comunque inserite per rendere l'idea della particolare e suggestiva atmosfera.

Seguite questo link per ammirare il bel catalogo digitale di tutta l'opera di Caravaggio realizzato dalla Rai: Opere di Caravaggio (fate click su "Le Opere"). Oltre alle splendide riproduzioni, contiene anche una serie di video dallo spettacolo di Dario Fo e interessanti audioschede delle opere, a cui si accede con un click su "Approfondimenti".

*   *   *
Raffaello a Todi
(Palazzo del Vignola, 16 aprile - 28 agosto 2011)


La tecnica di allestimento è simile a quella della mostra caravaggesca di Milano. La maggior parte delle opere sono riprodotte su pellicola trasparente ed hanno una qualità eccellente. Alcune riproduzioni sono realizzate su tela: la trama disturba un po' se osservata da vicino, e i colori appaiono un po' meno brillanti, ma la scelta di questo supporto è stata probabilmente dettata da motivi tecnici. La retroilluminazione (regolata opera per opera in fase di installazione) è un po' più intensa che nella mostra di Milano, accorgimento appropriato perché i bei locali del Palazzo del Vignola sono più luminosi rispetto all'antico magazzino milanese.
I cartellini descrittivi delle opere sono abbastanza poveri (non è riportato l'anno di realizzazione né l'ubicazione originaria dell'opera), e i pannelli che accompagnano la mostra si limitano a citazioni critiche. Vi consigliamo quindi di "ripassare" un po' la vita e l'opera dell'urbinate prima di recarvi alla mostra, portando magari con voi qualche pubblicazione. Il piccolo e sintetico catalogo venduto all'ingresso può compensare solo parzialmente la scarsa dotazione testuale della mostra.
In ogni caso, la maggior parte delle opere sono riprodotte in modo egregio e risultano perfettamente godibili: emozione, armonia e pura bellezza "bucano" (per usare un termine consono alla Rai) sempre lo schermo.




Le foto di Todi ci sono state cortesemente fornite da Francesco Tofanetti dell'Associazione Marte Onlus
Link al sito web della Mostra di Raffaello a Todi 

Seguite questo altro link per ammirare il bel catalogo digitale antologico dell'opera di Raffaello realizzato dalla Rai: Opere di Raffaello (fate click su "Le Opere"). Contiene anche interessanti audioschede critico-descrittive (si attivano facendo click sul simbolo con la cuffietta).