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domenica 2 settembre 2012

Suggestioni d'Abruzzo

Itinerari d'arte nella provincia di Chieti, tra mare e montagne


Ortona
Santa Margherita, statua lignea del XVI secolo esposta nella mostra di Ortona (particolare)
Con curiosità, non conoscendo quasi nulla dell’arte abruzzese, e trepidazione, sapendo di trovarci di fronte ad opere sopravvissute alla devastazione del terremoto dell’Aquila, siamo entrati nel magnifico Palazzo Farnese di Ortona. La mostra, che è parte di una serie di iniziative volute dalla Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo per mettere in luce l’eredità di Margherita d’Austria (figlia di Carlo V, governatrice di ampie regioni del sud d’Italia nell’arco del XVI secolo), ha l’orario che ogni villeggiante sogna: chiude cioè alle 24. Così ce la siamo goduta senza dover rinunciare a un pomeriggio di mare.
Ci hanno stupiti la complessità di Pompeo Cesura come pregevole pittore manierista e soprattutto la sua intensità ed eleganza come scultore.


Pompeo Cesura, Annunciazione (particolare)
Pompeo Cesura, Cristo legato alla colonna (particolare) 
Un altro particolare del Cristo di Pompeo Cesura
Le finezze di Aert Mijtens (noto anche come Rinaldo Fiammingo) che ostenta il virtuosismo della scuola di provenienza, e la mobile plasticità di Ferraù Fenzoni, compongono il quadro di una società colta e attenta alle tendenze artistiche del tempo.

Aert Mijtens, Presentazione al Tempio (particolare).
La mostra di Ortona resterà aperta fino al 31 ottobre e comprende anche un "cantiere aperto" di restauro dedicato a un'opera di Mijtens
Oltre a questa, la Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo ha dato il via a molte altre mostre itineranti in Italia e all’estero delle opere del Museo Nazionale dell’Aquila, sottoposte a restauro e a nuovi studi, dando ad esse una nuova visibilità. Di conseguenza, paesi altrimenti trascurati dal turista da spiaggia offrono nuove attrattive.

Vista della Maiella dal Blockhaus
Dalla costa abbiamo fatto qualche puntata verso l’interno e ci siamo incantati davanti al paesaggio infinito che si gode dal Blockhaus sulla Maielletta ad oltre 2000 m di quota.
Lungo il percorso tra San Vito Chietino e Passo Lanciano, abbiamo fatto tappa a Guardiagrele. Lì era nato il più grande orafo del XV secolo, Nicola da Guardiagrele, e nel Museo del Duomo ci si può rendere conto della sua grandezza. Il museo è interessantissimo e il suo giovane custode è un entusiasta studente dei corsi di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università di Chieti, non un cerbero neghittoso come ci è capitato di incontrare altrove …

Guardiagrele, Torre campanaria e portale del Duomo
Guardiagrele, Museo del Duomo, Reliquiari del sec. XVII
Nicola da Guardiagrele, Croce processionale (particolare)
Altro particolare della croce di Nicola da Guardiagrele, trafugata nel 1979 e recuperata solo in alcune parti
Incoronazione di Maria, gruppo scultoreo in pietra collocato un tempo nella lunetta del portale della cattedrale di Guardiagrele, e attribuito allo stesso Nicola (particolare)
All'interno del Museo del Duomo di Guardiagrele, con il simpatico e competente incaricato
Nello stesso paese abbiamo visitato anche la Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese (giunta alla 42esima edizione), dove ci siamo resi conto con ammirazione che antiche e raffinatissime tradizioni sono tenute in vita con profonda dedizione e orgoglio. Di questi sentimenti hanno dato prova anche la guida e la guardia giurata che hanno tenuto aperta la mostra fuori orario per noi.

Rosone in ferro battuto, artigianato tipico di Guardiagrele
Ceramiche di Castelli
Arazzi di Penne (riconoscibili opere di Balla e Capogrossi)
Più difficile è stato invece visitare il Museo Diocesano di Lanciano che segue un orario un po’ diverso da quello pubblicato. Ma una volta entrati, siamo stati ricompensati dalla ricchezza dei pezzi, dalla bellezza dell’allestimento, dalla presentazione competente della responsabile Stefania Madonna. Tra le opere esposte vi sono molte statue devozionali, paramenti bellissimi, fascinosi manichini, ex voto, gioielli e una bellissima tavola della quale si ipotizza la mano di Giorgione.

Lanciano, Museo Diocesano: Pastorale in argento del XV secolo (particolare)
Giorgione (attrib.), Cristo Portacroce. Da Tuttolanciano.it
Un’altra tavola magnifica è quella di Polidoro da Lanciano che fa risplendere le sete e i velluti dei santi con la fastosità della sua formazione veneziana. Un Crocifisso di Nicola da Guardiagrele dà ulteriore prestigio al museo. Un pezzo unico anche l’immenso parato ricamato settecentesco di manifattura napoletana con soggetti mitologici.

Polidoro da Lanciano (1515-1565): Madonna con Bambino, San Giovanni e San Nicola (particolare)
Nicola da Guardiagrele, Croce astile, sec. XV (particolare)
Altro particolare della croce processionale di Nicola
Testa di manichino (statua vestita), sec. XIX 
Parato settecentesco di manifattura napoletana, raffigurante divinità pagane (particolare)
Un pomeriggio di maltempo ci ha nuovamente sospinti verso l'interno, verso il grande Museo Archeologico di Chieti. Ospitato nella sontuosa villa Frigerj circondata da un antico parco, ti mette subito al cospetto del suo più celebre ospite: il Guerriero di Capestrano. 

L'ombra del Guerriero si proietta sulla parete (installazione di Mimmo Paladino)
Una saletta con frammenti e steli in paleosabellico (misteriosissime, con puntini come caratteri Braille...) porta ad un'altra saletta circolare dove solo, investito di luce e stupore, sta piantato sul suo piedistallo il Re Guerriero. Poi, dopo le splendide ma più familiari statue romane, si scoprono i reperti delle numerose necropoli di una regione che risulta abitata fin dal paleolitico, divisi per popoli, Fortissimae Gentes Italiae, i Vestini Cismontani e Trasmontani, i Marrucini, i Carricini e i Peligni.
Quello che ci ha lasciato senza parole sono stati i letti funebri in osso e in bronzo (un'immagine è visibile nel sito Abruzzo Nascosto). Tanta bellezza ne fa dimenticare la destinazione ipogea o fa pensare alla ragione d'essere dell'arte quasi fosse indipendente dalla percezione dell'individuo.


1 commento:

  1. Vittoria Bartolucci3 settembre 2012 07:45

    Le bellissime mani del Cristo di Pompeo Cesura mi hanno fatto pensare a tutte quelle che nel tempo hanno dato vita alle magnifiche opere che Rita e Aurelio hanno avuto la fortuna di vedere durante il loro viaggio tra mare e montagne nella provincia di Chieti e che, comunicandogli il desiderio di andare di persona nei luoghi da loro visitati, danno la possibilità di scoprire a chi leggerà il loro articolo.

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