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giovedì 19 aprile 2012

Invito alla visita: due mostre tra Romagna e Montefeltro


L'ultima escursione dei Cacciatori d'Arte Mascherati è stata verso Rimini, dove c'è la possibilità preziosa di vedere tanti capolavori temporaneamente prestati da Musei americani ed europei. Il maltempo non ha tolto nulla alla gioia della visita. 
Poi da Rimini a Urbino, un breve tragitto in un paesaggio di grande bellezza. Qui c'è una mostra che, a differenza di quella riminese che spazia in cinque secoli e tanti paesi, ci porta all'interno di un tema, la Città Ideale, e un periodo, la seconda metà del secolo XV, momento di incanto e di magia tutta italiana.


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Rimini: Da Vermeer a Kandinski



Johannes Vermeer, Cristo in casa di Marta e Maria, 1654 circa. 
National Gallery of Scotland, Edinburgh.
(Cliccando si accede alla riproduzione HD del Google Art Project)

Le ragioni della mostra e i criteri delle scelte sono espressi nell'appassionata introduzione al catalogo scritta dal suo curatore, Marco Goldin.

“La mostra è un canto corale, l'affrontare il fluire del tempo -il prima e il poi- come sola sostanza, come unico respiro. Non le singole presenze, non le singole vite, pur maestosamente affioranti, ma il corpo intero della pittura, il suo procedere come una legione. Sacralità del cammino, mentre file di uomini e donne passano da un punto all'altro della storia e così facendo traggono immagini dalla vita, dal suo consumarsi e dal suo annunciarsi. Il pittore è così sempre su una soglia, nel punto in cui conclusa una strada se ne annuncia un'altra. Si passerà da una sala all'altra di questa mostra sentendo che non ci sono confini e invece solo immagini che stanno vicine, perché la pittura effettivamente appaia per quel che è, una lunga, estasiata corrente d'amore.


Dominikos Theotokopoulos detto El Greco, Fratel Hortensio Félix Paravicino, 1609.
Museum of Fine Arts, Boston (link a Google Art Project)

… A questo se potessi dire serve questa mostra. A essere prima di tutto canto dispiegato nel segno della bellezza, dell'incanto, dello struggimento per l'essere al mondo. E poi costruzione dell'immagine per determinare nello spazio della tela la bellezza rappresentata. Perché la pittura ha per tema proprio la trasformazione del sentimento in immagine. Ha come prerogativa fondamentale, e direi unica, di rendere il suono e la voce dell'anima, immagine.”

Suono e voce che diventando immagine trovano la più alta espressione nel silenzio della tela e nella sua magica completezza in cui il senso tragico dell'esperienza si traduce in una bellezza tanto profondamente umana da sembrare divina.


Lorenzo Lotto, La Vergine e il Bambino con San Girolamo e San Nicola da Tolentino, 1523-24.
Museum of Fine Arts, Boston. Link al Google Art Project

Quel Gesù bambino del Lotto scelto per il manifesto della mostra, tenerissima carne tenuta dalla soavità delle mani di Maria ma circondato dai segni della sua futura Passione riassume il senso dell'umano sentire, l'oggetto, in ultima istanza, della ricerca artistica.


Claude Monet, Campo di papaveri vicino a Giverny, 1885.
Museum of Fine Arts, Boston. Link al Google Art Project

Dalle forme più varie e sensuose di miti e paesaggi fino alla brutalità crudele della trilogia di Bacon o alla densità abissale dei ritratti, la pittura "mette in scena l'anima del mondo” e tutti, rapiti dal mistero della bellezza, la sentiamo in noi e ci riconosciamo nello stesso struggimento, nello stesso grido, nello stesso anelito.

La mostra, allestita a Castel Sismondo (centro storico di Rimini) resterà aperta fino al 3 giugno. Link al sito della mostra

Link al sito di Linea d'Ombra, l'organizzazione diretta da Marco Goldin che con questa mostra festeggia i suoi primi 15 anni di attività, e di cui vi abbiamo recentemente presentato la bella mostra sull'arte americana a San Marino.


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Urbino: La Città Ideale


Pittore anonimo, seconda metà del '400, Città ideale. Galleria Nazionale delle Marche, Urbino (da Wikipedia)
Urbino ha rinnovato la sua leggenda di città ideale quale centro di convergenza degli spiriti più eletti del Rinascimento italiano.

È in corso una mostra intitolata La città ideale che prende lo spunto dalla presenza eccezionale di una tavola proveniente da Baltimora analoga a quella celebre da sempre presente nella galleria del Palazzo Ducale. I capolavori esposti presentano strutture meravigliosamente geometriche di nobili spazi urbani così armoniosi da far riflettere sul senso del divino e della perfezione. Il superamento dei limiti umani nella pittura più antica era reso con gli sfondi d'oro in cui si realizzava la fissità del tempo in uno spazio solo divino, ma l'Uomo Nuovo del Rinascimento si costruisce intorno spazi tanto perfetti da apparire ugualmente divini.


Bartolomeo di Giovanni Corradini detto Fra Carnevale, Veduta di una Città  ideale. Walters Art Gallery, Baltimora.
(da Wikipedia)
Le due città ideali sono poste in una sala l'una di fronte all'altra (entrambe originariamente prive di personaggi), spazi magici forse destinati a divinità dall'aspetto umano come gli dei dell'antica Grecia. Fanno riflettere sull'anelito alla bellezza che l'uomo ha sempre coltivato, una bellezza che  avrebbe voluto riconoscere in tutto ciò che lo circonda. La storia lo ha contraddetto, le città sono cresciute seguendo direttive che ricalcano destini molto più approssimativi e improvvisati. 
La geometria delle due tavole non è mai pedestre, nessuna simmetria è ovvia, l'armonia che regna riflette altre sostanziali armonie nell'ordinamento politico e nel mondo interiore.


Domenico Veneziano, Miracolo di San Zanobi. Fitzwilliam Museum, Cambridge UK
(da Altritaliani.net)
Il tema della mostra permette di riflettere (e incantarsi) davanti alle opere dei più grandi artisti della seconda metà del XV secolo, da Mantegna a Perugino, da Domenico Veneziano a Bramante, da Raffaello a Pier della Francesca. Quest'ultimo, cui era una volta attribuito il dipinto della città ideale presente ad Urbino, lascia l'impronta più profonda con la Flagellazione, nel cui insoluto mistero si fondono le ragioni più profonde dell'arte e della storia.

Bottega perugina, circa 1473, Miracoli di San Bernardino. Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria
Dal sito web della Galleria Nazionale dell'Umbria
(nella mostra urbinate sono presenti altre tavole della stessa serie)
Bottega perugina, circa 1473. Miracoli di San Bernardino. Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria.
Da Altritaliani.net
(Opera presente nella mostra)

La mostra è terminata l'8 luglio 2012 e il relativo sito web, che come sempre avevamo linkato, è stato rimosso.
Il biglietto cumulativo consentiva di ammirare anche la irrinunciabile Galleria del Palazzo Ducale. Per chi non l'avesse visitata di recente c'è la magnifica sorpresa della collezione Volponi regalata al Museo dallo scrittore e dai suoi eredi: una notevolissima serie di capolavori risalenti soprattutto al secolo XVII.


Veduta di Urbino con il Palazzo Ducale. Da News Immobiliare.it



4 commenti:

  1. Vittoria Bartolucci22 aprile 2012 11:26

    Vi ringrazio per il resoconto (affidato a una delle voci del nostro presente) della vostra "ultima escursione", finalizzata all'ascolto di voci, provenienti da paesi e secoli diversi, riunite a parlare della "bellezza", che rapisce col suo "mistero", ma mostra anche l'impossibilità dell'uomo di riconoscerla sempre, come vorrebbe,"in tutto ciò che lo circonda".Quanto al consiglio di Paolo Volponi che in "Cantonate di Urbino" ha scritto che ci si dovrebbe recare in questa città "di settembre, fra il 10 e il 20 del mese" anche per avere l'opportunità di imbattersi in una di quelle "mattinate" da cui "è nato di sicuro il disegno di Urbino,il progetto della città ideale",sono certa che lo seguirete(anche per chi, come me, vorrebbe tornare in un luogo a cui sono legati molti suoi ricordi, ma è impossibilitato a farlo per qualche tempo) in occasione di qualcuna delle vostre prossime, bellissime "escursioni" di cui "Arte nella vita" ci darà ancora la possibilità di conoscere il resoconto.

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  2. Giuseppe Mandarino scrive:
    Bravi, che aprite uno spiraglio sul mondo della vera arte!
    Qualche riflessione ..
    Quanto alla prima tela di Vermeer, toccante, specie per chi ha nelle orecchie il brano evangelico di Gesù che entra nella casa di Maria e di Marta, il rapporto singolare fra le due donne e il Messia. L'una, in piedi, tutta affaccendata alle cose di casa più che all'ospite inatteso, l'altra, accovacciata ai suoi piedi in posizione di umile ascolto : è proprio la sottolineatura del rapporto che può intercorrere tra Dio e la creatura creata.
    " Alle porte dell'eternità " di Van Gogh mi conduce, con quella pennellata tremendamente struggente, alla tristezza della vita che fugge via nella disperazione assoluta di un vecchio che non ne ha compreso il vero senso.
    Oh, pensa : forse che l'atteggiamento di Maria potrebbe colorare la scena e ridare un sussulto di ritrovata gioia a quel vecchio che non vede, o non vuole vedere, cosa c'è al di là delle quattro mura in cui si è rifugiato ?
    Riguardo al tema della città ideale mi viene in mente quella rinascimentale concepita da Leonardo da Vinci con schemi e disegni anche di un utilizzo superlativo delle risorse urbane. Città ideale, ma è da chiedersi : gli abitanti sarebbero in grado di apprezzarne le qualità senza cadere nei traffici esistenziali che portano alla deriva ?
    Au revoir
    rive:

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  3. Emilio Spizzichino scrive:
    gli articoli sulle mostre di Rimini ed Urbino sono molto interessanti e le foto bellissime
    Grazie per quello che fate per divulgare un po' di cultura

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  4. Vera Franchetti Croce scrive:
    Complimenti,da tutto ciò che fotografate e commentate emerge sempre
    l'amore che nutrite per l'Arte.
    Grazie per avere pensato anche a me.
    Spero di rivedervi presto.
    Un caro abbraccio, Vera.

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