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domenica 20 aprile 2014

Luigi Frappi

La casa che non ha più pareti


Luigi Frappi


Il giovanissimo Luigi Frappi aveva una passione per la fotografia e a 18 anni con il suo libretto di risparmio si comprò la mitica Canon Pellix. Riteneva che un'immagine ottenuta con la macchina fosse già perfetta, nel senso che conteneva ed esprimeva senza interventi già tutti i possibili significati. 
Invece poi si è dedicato alla pittura con la spontaneità di un bambino, sulla scia del padre, eccellente pittore, e i suoi pennelli sono riusciti a rendere sulla tela la sua immaginazione, quello che l'obiettivo non avrebbe mai potuto fare. 
The young Luigi Frappi had a passion for photography and when he was 18 years old, he bought the legendary Canon Pellix with his savings. He believed that an image obtained with a good camera was perfect, in the sense that it contained and expressed without interventions all its possible meanings.
Afterwards he devoted himself to painting with the spontaneity of a child, in the wake of his father, an excellent painter, and the brush made on the canvas what a camera could never have done.




Luigi Frappi

Dalle pareti della sua straordinaria casa-studio di Bevagna il suo viso enigmatico ci osserva dai numerosi autoritratti, nei quali l'artista tende a prosciugare l'immagine dal colore, in una sottrazione progressiva verso l'essenzialità intensa dei tratti: alla ricerca forse dell'anima, lo spirito scarnificato ma vitale, dietro le parvenze.
From the walls of his home-studio in Bevagna his enigmatic face watches us in numerous self portraits, where the artist tends to drain the color from the image, in a progressive subtraction towards the essentiality of intense research: perhaps towards the soul, the stripped but vital spirit, behind the appearances.


Luigi Frappi

Nei paesaggi invece il colore è sovrano. I suoi paesaggi dove l'uomo è sempre assente sono spesso mossi da un vento che sembra investire chi li guarda, sembrano emettere sommessi fruscii di fronde, cinguettii garruli e distanti, risucchiano l'osservatore al loro interno. Ma in realtà è l'osservatore a riconoscerli dentro di sé come indefinibili emozioni.
On the other hand in the landscapes, color is sovereign. His landscapes, where man is always absent, are often run by a wind that seems to invest those who watch them; they seem to emit  whispers, rustling of leaves, far distant twitters, drawing the viewer inside them. But it is actually the observer to recognize them within himself as indefinable emotions.


Luigi Frappi

Frappi condivide consapevolmente l'estetica dei Romantici, come ha sottolineato Francesco Nuvolari nel suo bellissimo saggio: la comunione con la natura è il senso vero dell'esistere umano; il paesaggio disegnato dalla luce bianca della luna o dai toni caldi del sole è lo specchio dell'anima. E l'arte nasce solo dal cuore.
Frappi knowingly shares the aesthetics of the Romantics, as pointed out by Francesco Nuvolari in his wonderful essay: communion with nature is the true meaning of human existence; the landscape designed by the white light of the moon or by the warm tones of the sun is the mirror the soul. And art comes only from the heart.


Luigi Frappi

Luigi Frappi

Gli storici della letteratura hanno messo in relazione la nascita del Romanticismo con la decadenza dell'economia agricola a favore di quella industriale che comportò la formazione delle “masse” inurbate nei grigi sobborghi con file di case tutte uguali a servizio delle nuove formidabili cattedrali, le fabbriche.
Allora si strappò il plurimillenario rapporto di interdipendenza tra l'uomo e la natura e le sue stagioni che si uniformarono da allora in poi ad una sola, costante e rumorosa, quella del lavoro e della città.
La natura trovò rifugio nel cuore e nella fantasia, gli alberi diventarono sempre più grandi, i colli, i sassi, i fiumi si tinsero d'infinito, echi misteriosi risuonarono nelle valli percorse da sogni evanescenti.
Historians of literature have linked the birth of Romanticism with the decline of agricultural economy in favor of industry which resulted in the formation of the "masses" in gray urbanized suburbs with rows of houses all alike in service of new and formidable cathedrals, the factories.
That tore the plurimillennial interdependent relationship between man and nature and its seasons  which, from then on, conformed to a single, constant and noisy season, that of work and town.
Nature found refuge in heart and imagination, trees became larger and larger, hills, rocks, rivers became dyed in infinite, mysterious echoes resounded in valleys traversed by evanescent dreams.


Luigi Frappi

Frappi non dipinge  mai dal vero i suoi paesaggi ma li trova nel suo immaginario. Eppure sono reali. Ognuno direbbe di aver visto questa o quella valle frondosa, quei pioppi che riflettono il tramonto con le foglie d'argento, quei colli disegnati dal sole mattutino che li individua nella nebbia, spazi di grande bellezza che il pennello di Luigi Frappi evoca ma non indica, creando ritagli di infinito. 
Frappi never paints his landscapes from life but finds them in his imagination. Yet they are real. Everyone seems to have seen this or that leafy valley, those poplars and their silver leaves in the sunset, those hills designed by the morning sun in the fog, unspoiled areas of great beauty that Luigi Frappi's brush evokes but does not indicate, creating cutouts of infinity.


Luigi Frappi

Luigi Frappi

Luigi Frappi

C'è un altro filone in cui l'estrema maestria di Frappi si esprime: le nature morte. Anche in queste l'uomo è assente ma  se ne intuisce l'implicita esistenza. Perché il grappolo d'uva o lo spaccato di cocomero sono appoggiati su un tavolo, i pezzi di carne di manzo sono appesi a ganci di macellaio, i pomodori secchi e le olive sono racchiusi, direi prigionieri, in barattoli di vetro. La luce li isola dalla penombra intorno come facendo loro un interrogatorio di “terzo grado”. 
There is another area in which the great skill of Frappi opens out: still lifes. Here too  man is absent, but his existence is implicit. Because a bunch of grapes or a cross-section of watermelon are placed on a table, pieces of beef are hanging from butcher hooks, sun-dried tomatoes and olives are enclosed, I would say prisoners, in glass jars. The light isolates them from the shadows around them as doing a "third degree"interrogation.


Luigi Frappi

Luigi Frappi

Gli oggetti ritratti, come attori su un palcoscenico, interpretano la loro bellezza e la loro prigionia, la loro solitudine e il loro lacerato silenzio. Così il nesso che appariva incomprensibile tra i paesaggi incantati e vivi e le nature morte viene in superficie.
L'artista vive attraverso queste ultime la condizione del quotidiano esistere, attraverso quelli la grazia agognata, la dolcezza, la purezza e la magia.
The portrayed objects, like actors on a stage, interpret their beauty and their imprisonment, their loneliness and their torn silence. So the link that seemed incomprehensible between Frappi's enchanted  lively landscapes and his pitiless still lifes comes to  the surface.
Through the latter, the artist lives  the condition of everyday existence, while through  the former he lives the coveted grace, sweetness, purity and magic.


Luigi Frappi

Passione antica e primaria, la pittura è per Frappi la strada innata e irrinunciabile, il nastro lucente che attraversa terre e spazi sempre profondamente autentici e poggia sui pilastri del cuore e della mente.
Long-standing and primary passion, painting is for Frappi his innate and inalienable road, the shiny belt that crosses deeply authentic lands and spaces and rests on the pillars of heart and mind.


Luigi Frappi

Luigi Frappi

Luigi Frappi
Cliccare per vedere l'album interattivo con tutte le foto
Le fotografie (di Aurelio Stoppini) sono state scattate nella casa-studio del maestro a Bevagna e alla mostra "Il rumore dell'acqua" tenutasi nel 2010 al CERP di Perugia (Rocca Paolina).

Inseriamo qui di seguito un video realizzato dallo stesso Luigi Frappi che mostra la sua eccellente tecnica pittorica:




Su Frappi abbiamo già pubblicato in Arte nella Vita un breve articolo nella sezione Art Flashes, dedicato alla sua mostra perugina "Carnem Levare" presso il Ristorante NàNà (la mostra è tuttora in corso).

Luigi Frappi vive e lavora in Umbria a Bevagna (PG)

mercoledì 12 febbraio 2014

Teatro d'arte e di pensiero

Il Gianicolo a Perugia




L'Italia è depositaria di un'immensa quantità di opere d'arte distribuite tra chiese musei e collezioni private. 
Un assetto che tende ad essere piuttosto statico e definitivo, animato però spesso da esposizioni temporanee che offrono nuovi approcci ed approfondimenti. 
Ma la passione trova i suoi canali d'espressione più accesi nelle “botteghe” e nei mercati, centri gravitazionali di cultura storica e tecnologica e acribia nella bellezza e stile. Qui ci sono i viventi, i contemporanei ancora a caccia di una collocazione e di una definizione che li posizioni nei musei a venire. 
Italy is the repository of a vast amount of artwork distributed among churches, museums and private collections. 
An arrangement that tends to be rather static and definitive but which is often animated by temporary exhibitions that offer new approaches and insights. 
But passion for art finds its most intense channels of expression in "workshops" and in the markets, gravitational fields of historical culture and technological innovation. Here are the living contemporaries still hunting for a place and a definition that sets them in museums to come.





Il passaggio obbligato è attraverso gallerie come quella di Eligio e Vittoria in cui la professionalità è una combinazione di gioco e consapevole amore. 
Nei manufatti artistici esposti si sedimentano sapori di feste e voci, racconti, musica improvvisata  e ricordi accennati, risate generose e lacrime nascoste. 
La galleria Il Gianicolo è dove avviene questo passaggio, ché l'opera d'arte contemporanea ci mette tempo a diventare solo tela o solo scultura ...  
Per il momento ci sono persone che impediscono alle cose di essere solo cose.
The transition happens through art galleries like that of Eligio and Victoria where professionalism is a combination of game and conscious love. 
In the exhibited artifacts flavors of parties and voices gather together with stories, improvised music and memories, generous laughter and hidden tears. 
The gallery Il Gianicolo is where the transition takes place, because contemporary art takes time to become just canvases or sculptures ... 
For the moment, there are people who prevent things to be just things.





Qui è dove l'inesprimibile trova accoglienza e rispetto. Il gusto di Eligio è la legge, ma chi viene qui  conosce le regole del gioco e lascia i pregiudizi fuori.
Il maestro di cerimonie crea uno spazio magico dove si parlano lingue diverse che ogni artista costruisce per dare voce al suo mondo. Da qui sono passati i più grandi.
Quando stava a Reggio Calabria la sua galleria Bruzia era un centro dove il fermento creativo degli anni '60 e '70 trovava espressione, riconoscimento e catalizzazione.
This is where the inexpressible is welcomed and respected. Eligio's taste is the law, but the people who come here know the rules of the game and leave their biases out. 
The master of ceremonies creates a magical space where different languages ​​are spoken and every artist builds his own to give voice to his world. All the greatest were his guests. 
When his gallery was in Reggio Calabria, it was a centre where the creative exuberance of the '60s and '70s found its expression and catalysation.


Poi a Perugia Eligio, con il suo bell'accento inconfondibile e la battuta pronta, ha portato con sé il respiro della capitale. 
In 35 anni di attività ha offerto il suo spazio ad artisti famosi ma anche artisti emergenti, che poi magari sono tornati a distanza di vent'anni con un nome consolidato. Come Alexander Jakhnagiev, per esempio ...

With his unmistakable nice accent and ready wit, Eligio took the breath of the capital city to Perugia. 
In 35 years of business he has offered his space to famous artists and new emerging artists who then maybe have returned after twenty years with an established name. Like Alexander Jakhnagiev, for example ...


Qui di casa sono Borghese e Vangelli, Villalta e Donzelli, Attardi e Canevari ... 
Per loro e molti altri, ha creato libri importanti che offrono chiavi di lettura e basi di decollo per la comprensione. Le mostre sono state sempre arricchite da cataloghi curatissimi e da conservare.
Here artists like Borghese and Vangelli, Villalta and Donzelli, Attardi and Canevari, are at home ...
For them and many others, Eligio has created books which are important keys to the understanding of their works. Every exhibition has been enriched by wonderful catalogues, precious to collect.





Eligio parla dei “suoi” artisti con entusiasmo e vi legge le verità inesprimibili del vivere e del morire che lui riconosce senza paura o pudore. Nella sua bella casa le cui pareti sono coperte dai quadri che ama, raccoglie gli amici a cena felici di esserci in un clima dove le conversazioni sono condizionate dall'autenticità delle opere che ne formano lo scenario. 

Così, anche se la galleria Il Gianicolo a Borgo XX Giugno non c'è più, non so ancora parlarne al passato... 
Eligio speaks of "his" artists with enthusiasm and reads inexpressible truths of life and death that he recognizes without fear or shame. In his beautiful house whose walls are covered with the paintings he loves, the friends invited for dinner are happy to be in an atmosphere where conversations are conditioned by the authenticity of the works that make up the scenario.

Thus, even if the gallery Il Gianicolo in Borgo XX Giugno is not there anymore, I'm unable to talk about it in the past tense...


Franz Borghese

Antonio Vangelli

Rita Albertini

Antonio Vangelli

Mariano Villalta

Foto: Paolo Ficola

Antonio Vangelli

Antonio Vangelli

Franz Borghese

Franz Borghese

Bruno Donzelli

Bruno Donzelli

Cristiano Carotti

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Collegamenti:

Sito web della Galleria Il Gianicolo


Nota: le ultime 8 foto dell'articolo sono di Paolo Ficola; quelle di opere sono state tratte dal sito web della Galleria Il Gianicolo con il consenso della Galleria stessa.
Le foto precedenti sono "libere interpretazioni" di opere scattate da Aurelio Stoppini nel corso di alcune mostre ed eventi organizzati da Il Gianicolo.

lunedì 20 gennaio 2014

Canova ad Assisi

Il percorso creativo di un genio

Antonio Canova (1757-1822), Autoritratto (1811 ca.), particolare

Assisi ha ospitato al Monte Frumentario una mostra preziosa che ha vantato quasi 20.000 visitatori, purtroppo assurta agli onori delle cronache anche per via della perdita di un bassorilievo di gesso andato in frantumi (ma ne esistono altre copie).
La mostra ospitava lavori quasi tutti in gesso provenienti dal Museo di Possagno, casa natale di Antonio Canova e monumentale gipsoteca. 

Oltre all'impressione di bellezza disarmante che colpisce e quasi rapisce in ogni sua creazione, una luce misteriosa sembra emanare da queste opere e ci si sente soggiogati. 
È stato soprannominato il Fidia moderno perché i suoi  soggetti, anche se a volte mitologici, sono figure umane ma che l'armonia rende sublimi e l'atteggiamento proietta in una sfera eterna e sovrumana.
Assisi has hosted a precious exhibition at the Monte Frumentario, which has boasted over 20,000 visitors. The exhibit unfortunately risen to the headlines also because of the loss of a plaster bas-relief which shattered (but there are other copies).
The exhibition housed plaster works from the Museum of Possagno, Antonio Canova's birthplace and location of his monumental gipsoteque.

Besides the impression of disarming beauty that ravishes you in each of his creations, a mysterious light seems to emanate from them and you feel subdued.
He has been called the modern Phidias because his subjects are human figures but harmony makes them sublime and projects them in an eternal and superhuman sphere.


Endimione dormente (1819), particolare

Endimione, nell'abbandono beato del sonno, il braccio a incorniciare i riccioli e il sorriso, è soffuso di tragicità e dolcezza nella inconsapevole eternità del suo riposo.

La Morte rende anche struggente la grazia delle tre figure facenti parte del monumento funebre di Maria Cristina d'Austria congiunte nello stesso inesorabile cammino: il pathos piega la figura cadente del vecchio, indurisce di seria consapevolezza la giovane che lo sorregge, accarezza le forme innocenti e le manine giunte della bambina.
Endymion, abandoned  in his blissful sleep, his arm framing his curls and smile, is suffused with sweetness and tragedy, unaware as he is that his sleep is eternal.

Death is also looming on the grace of the three figures, part of the tomb of Maria Christina of Austria, which are joined in the same inexorable journey: pathos folds the old man's figure, hardens the serious face of the young woman who supports him, caresses the child's innocent forms  and her praying hands.


Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria (1800 ca.), particolare

La condizione umana nella sua vulnerabile bellezza ci commuove nella Maddalena Penitente, memore consapevole della sua storia di peccatrice e insieme della storia dell'arte, della altissima pagina scritta da Caravaggio nell'atteggiamento e nel viso chino della sua Maddalena. 

Fu questa la prima opera di Canova a essere esposta a Parigi e suscitò immensa ammirazione. Non solo Napoleone e la sua famiglia, ma anche re e imperatori vollero in seguito i suoi lavori, in particolare ritratti. 
E lui seppe sempre infondere un'aura di mirabile nobiltà in ognuno di quei visi consegnati all'eternità in una luce di grandezza.
Human condition in its vulnerable beauty moves us watching Penitent Magdalene, aware of her sinful story and of  history of art, of the sublime page written by Caravaggio in the attitude and face of his Magdalene. 

This was the first work by Canova to be exhibited in Paris and caused immense admiration. Not only Napoleon and his family, but also kings and emperors sought his works, especially portraits.
And he knew how to infuse an admirable aura of nobility in every one of those faces which were delivered to eternity in a light of magnitude.


 
La Maddalena penitente di Canova (ca. 1793) e quella del Merisi (1595 ca.) hanno notevole affinità

Napoleone Bonaparte (1802-1803), particolare

La mostra offriva la possibilità di seguire il concreto percorso di realizzazione delle sculture in una sezione didattica e un bel video. 
Si poteva anche entrare nella sfera privata dell'artista attraverso degli esempi pregevoli di pittura creando i quali il genio instancabile si riposava e dava spazio a riflessioni e problemi che a nessun altro erano destinati.

La sua autorevolezza gli permise di far tornare in Italia, dopo la caduta di Napoleone, molte opere razziate dalle truppe francesi. Ma tante rimasero lì ad arricchire i musei d'oltralpe, e ogni città italiana piange le sue perdite.

La mostra è ormai chiusa e le opere sono ritornate nel Museo di Possagno dove continuano a risplendere insieme a moltissime altre in un magnifico allestimento.
The exhibition also offered the opportunity to follow the path of the concrete realization of the sculptures in an educational section and a nice video. 
You could also get into Canova's private sphere through fine examples of painting created by such tireless genius who gave space to reflections and issues that belonged to no one else.

His authority allowed him after the fall of Napoleon to return to Italy  many works looted by French troops. But there were so many others to enrich the French museums, and every Italian city mourns its losses.

The exhibition is now closed and the works are back in the Museum of Possagno where they continue to shine along with many others in a magnificent setting.


Danzatrice con le mani sui fianchi (1812), particolare
Elena (1811), particolare
Vestale (1819), particolare
Italia piangente dal monumento funebre a Vittorio Alfieri (1810), particolare

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Collegamenti:

Museo e Fondazione Canova a Possagno (TV)

La Mostra canoviana ad Assisi (agosto 2013 - gennaio 2014)


domenica 22 dicembre 2013

Pievi, Madonne e Cavalieri

"Cacciatori d'arte" tra i monti delle Marche


Fematre


La bellezza a volte bisogna andare a cercarla magari in cima ad una montagna dopo una lunga strada tortuosa. È così che il nostro amico Gilberto Astolfi ci ha portati con guida sportiva e sicura a vedere alcuni gioielli nascosti sulle splendide alture dell'Appennino umbro marchigiano.

La prima sorpresa è stata  la Pieve di Mevale, che la leggenda vuole cresciuta intorno ad una immagine della Vergine portata lì dagli angeli. Intorno ad essa si snodano verdi dorsali e valli scoscese in un vasto silenzio. Vicino alla chiesina il cui campanile reca incisa la data 1101, affiorano le rovine del castello dei duchi di Alviano, esistente già nell'undicesimo secolo, roccaforte della stirpe dei potentissimi guerrieri. 
La  facciata della pieve è incorniciata da una doppia fascia di pietra bianca delicatamente intagliata con motivi rinascimentali e con un festone di frutta alla maniera dei della Robbia. Era sormontata da una dolce Madonna con bambino ora visibile nel museo di Visso. 
Beauty is sometimes to be looked for on the top of a mountain after a long winding road. That's where our friend Gilberto Astolfi took us, with his sporty and safe driving, to see some hidden gems on the beautiful hills of the Appennino between Umbria and Marche.

The first surprise was the Abbey of Mevale, built to protect  an image of the Virgin  that a legend tells was brought there by angels. Around it, green ridges and steep valleys unfold their magnificence in a vast silence . Near the church and its bell tower,  where the date 1101 is engraved, the Dukes of Alviano's castle shows its ruins. It  already existed in the eleventh century and was the stronghold of a family of powerful warriors. 
The facade of the church is framed by a double band of white stone delicately carved with Renaissance motifs and with a garland of fruit in the manner of Della Robbia. It was topped with a sweet Madonna and Child now visible in the Museum of Visso.



Mevale
La Pieve di Mevale
Mevale
Il portale della Pieve: vi abbiamo virtualmente ricollocato la Madonna oggi nel museo di Visso (v. oltre)

L'interno è completamente affrescato dagli Angelucci, prestigiosa famiglia di artisti che abitavano a Mevale, ma lavoravano in tutta la zona: gli affreschi sono molto rovinati ma ancora affascinanti, in particolare il giudizio universale e la giostra probabilmente della Quintana affrescata nel 1472. 
L'affresco della Madonna del Rosario con la serie dei Misteri ha nello sfondo della Crocifissione  in lontananza una chiesa bianca su una montagna, certamente l'abbazia di Macereto. 
Siamo potuti entrare nella chiesa  grazie alla gentilezza di Angelo Pugini, che ha anche condotto una lunga ricerca sulla sua storia  che auspichiamo sarà presto pubblicata.
The interior is completely painted by the Angeluccis, a prestigious family of artists who lived in Mevale, but worked throughout the area: the frescoes are spoiled but still fascinating: in particular the Last Judgement and the carousel of Quintana probably painted in 1472.
In the fresco of the Madonna of the Rosary with the series of the Mysteries, you can see in the background of the Crucifixion a white church in the distance on top of a mountain, certainly the abbey of Macereto. 
We were able to enter the church thanks to the kindness of Angelo Pugini, who has also conducted extensive research on its history, which we hope will soon be published.


Mevale

Mevale

Mevale

Mevale
Il sacello che ospitava l'immagine della Madonna
(l'originale è al museo di Visso)
Mevale
Madonna del Rosario (particolare)
Mevale
Giudizio Universale nella controfacciata (particolare)

La tappa successiva è stata la chiesina di Fematre, questa ancora frequentata dai fedeli e molto desiderata per matrimoni. Infatti qui gli affreschi bellissimi, opera soprattutto di Paolo da Visso, che coprono tutte le pareti sono in condizioni quasi perfette e sono di rara eleganza.

La linearità tardogotica delle figure incanta per la ritmica grazia del loro disporsi l'una accanto all'altra nei loro abiti raffinatissimi: lunghe tuniche che si intuiscono di seta o di velluto, mantelli foderati di ermellino o di cincillà, acconciature e cappelli elaboratissimi come quello bellissimo del San Rocco. Tutto intorno la campagna verde e le lunghe valli boscose risplendevano nel silenzio sorprendente ed immenso.
The next stop was the church of Fematre which is still frequented by the worshippers and highly desirable for weddings. In fact, here the beautiful frescoes, mainly painted by Paolo da Visso and covering all the walls, are in almost perfect condition and are of rare elegance.

The linearity of the late Gothic figures enchants with a rhythmic grace  arranging them next to one another in their refined clothes: long tunics of which you can perceive the silk or velvet, ermine cloaks or chinchilla borders, elaborate hairstyles and hats like the astonishing hat of San Rocco. The green countryside and the wooded valleys surround the little church with long surprising silence.



Fematre

Fematre

Fematre

Fematre

Fematre

Fematre

Fematre

Fematre

Fematre

Fematre
Fematre, portico all'ingresso della Pieve

L'agile guida di Gilberto ci ha poi portati a Visso. Nel Museo Civico Diocesano, uno scrigno di meraviglie, si può ammirare la più importante raccolta di esempi d'arte umbro-marchigiana dei secoli XII-XVII del territorio di Visso. 
Grandi crocifissi d'argento, opere di orafi dei secoli XXV e XVI, il polittico fastoso di Paolo da Visso, grandi tele di Orazio Gentileschi, degli Angelucci, di Domenico Alfani e Simone de Magistris e soprattutto le incantevoli madonne lignee dalle fattezze dolcissime e i floridi bambini. Abbiamo potuto vedere anche la lirica Madonna con bambino proveniente dalla lunetta di Mevale.

Il Duomo accanto al museo era aperto. 
Le dimensioni sono sorprendenti per magnitudine e l'unico affresco adeguato a quelle dimensioni è il formidabile San Cristoforo del secolo XV.
Gilberto's nimble car brought us to Visso.
In the Diocesan Museum, a treasure trove of wonders you can admire the most important collection of art examples of the XII-XVII centuries in the territory of Visso. 
Silver and gold 15th century crucifixes, the wooden statue of the Madonna di Macereto, XV century, the wonderful altar piece by Paolo da Visso, large paintings by Gaspare and Camillo Angelucci, Domenico Alfani, Orazio Gentileschi, Simone de Magistris, lovely wooden Madonnas with their sweet and thriving Children. We could also see the Madonna with Child taken from Mevale.

The Cathedral next to the museum was open. The dimensions are of surprising magnitude and the only fresco appropriate to that size is the formidable 15th century St. Christopher.



Visso
Visso, Piazza del Duomo
Visso
Il grande San Cristoforo nel duomo

Paolo da Visso, Polittico di Nocelleto, ca. 1470 (particolare)
Nicola da Guardiagrele, Croce astile (inizi sec. XV)

La Madonna di Mevale (v. sopra)
Madonna di Macereto, fine sec. XV (v. oltre)
Bottega del Maestro della Madonna di Macereto, fine sec. XV

Ultima tappa è stato il Santuario di Macereto.
La Chiesa bramantesca dai muri di pietra bianchissima e le eleganti cornici che che ne sottolineano delicatamente la possente struttura fa davvero l'impressione di un miracolo collocata com'è in cima al monte e circondata da un grande prato verde. Nella luce del tramonto del sole che scendeva verso l'orizzonte risplendeva come un gioiello. La suggestione è stata accresciuta dalla presenza del vescovo che officiava per i Cavalieri del Santo Sepolcro nel loro mantello bianco crociato di rosso. Il vento della montagna nel crepuscolo annunciava l'autunno e ci richiamava al rispetto per un luogo che, pur bellissimo, non è mondano né facile. Vuole quiete e rispetto ricordando la fortissima carica mistica che ha improntato di sé la nascita di questo e altri gioielli che, isolati oggi in questi monti, erano una volta mete costanti dei viaggi e parte della vita, silenti protettori della gente e dei pascoli.
Finally we went to the Sanctuary of Macereto.
The Church in Bramante's style, with stone walls and elegant white frames that emphasize its gently imposing structure, really makes the impression of a miracle as it is placed on top of a hill and surrounded by a large lawn. In the light of the setting sun descending toward the horizon, it shone like a jewel. The suggestion has been increased by the presence of the bishop who officiated for the Knights of the Holy Sepulchre in their white coat with red cross. In a twilight announcing autumn, the cold mountain wind reminded us of the respect for a place which is not worldly nor easy. It wants peace and attention and recalls the strong charge mystique that dtermined the birth of this and other jewels. They are isolated today in these mountains but were once destinations of constant travel and silent protectors of people and pastures.



Macereto

Macereto

Macereto

Macereto

Macereto
Affreschi dell'altar maggiore, Simone De Magistris (sec. XVI)
Macereto
Particolare del portale
Macereto


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